A Trasaghis una ricerca per scoprire i motivi ispiratori della toponomastica comunale

Il lockdown prima e le restrizioni attuali hanno drasticamente ridotto anche la possibilità di organizzare incontri a carattere culturale. Le varie associazioni ed i gruppi stanno cercando quindi nuove strategie. È il caso anche del Centro di Documentazione sul Territorio del Comune di Trasaghis che, dopo le diverse presentazioni dei “Quaderni” realizzati con l’Ecomuseo della Val del Lago (gli ultimi sono stati dedicati alle piante officinali della zona ed alle leggende del monte San Simeone), prosegue nel lavoro di ricerca, coordinato da Pieri Stefanutti, per la raccolta di materiale fotografico e bibliografico riguardante il territorio con la successiva rielaborazione dei dati.

L’ultimo lavoro è una analisi dei motivi ispiratori della toponomastica comunale dove, al rispetto ed al recupero degli antichi nomi di località (via Piornêt ad Alesso, Cjaradoria a Trasaghis, Cjanêt a Peonis, Piz a Braulins, Novedêt ad Avasinis, eccetera), si affiancano ricordi storici (via Valentino Del Bianco, primo caduto nella grande guerra, via 8 ottobre, giorno dello sfollamento del 1944 e altri ancora) ed i nomi post-sismici, tramandando la memoria di Stati e città che aiutarono Trasaghis nel 1976 (ed ecco quindi vie e piazze dedicate a Norvegia, Trysil, Griffen, Perugia, Jesi, Acqui Terme, Albizzate) e delle persone che ebbero un ruolo significativo (dal capitano canadese Mc Bride, morto durante le operazioni di soccorso, all’ing. Chiavola).

Da segnalare anche che accanto alla toponomastica “ufficiale”, è stato deciso anche di proporre in ogni paese la collocazione di alcune tabelle segnaletiche con la antica denominazione friulana delle località che, seppur non strettamente corrispondenti a delle vie, anche e soprattutto a seguito dei mutamenti insediativi del dopo terremoto, sono ancora vivi nella memoria di tante persone ed è giusto che vengano tramandate anche attraverso una forma scritta.

Per fare qualche esempio, sono state collocate le targhe indicanti “Somp Cjanâl” e “Morâl” ad Avasinis, “Nariu” e “Pidibêri” ad Alesso, “I slacs” a Trasaghis, “In Cjscjel” a Braulins, “I gòbui” a Peonis; toponimi carichi di tradizione e di storia, cui anche i rinati paesi e le nuove generazioni debbono riservare uno sguardo carico di attenzione e rispetto.

La ricerca, che è stata recentemente pubblicata sul n. 2 del Notiziario comunale, può essere consultata o scaricata CLICCANDO QUI.

L’intero Notiziario può essere visionato o scaricato sul sito del Comune.

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