A Tolmezzo una mostra dedicata alla grande Tina Modotti

Si chiama “TINA. Arte e libertà tra Europa e Americhe” la mostra in programma dal 18 maggio al 25 agosto a Palazzo Frisacco a Tolmezzo.

L’esposizione intende essere anzitutto un riconoscimento per il prezioso impegno che Riccardo Toffoletti ha dispiegato nel corso di più di un trentennio per la riscoperta e la valorizzazione, non solo da parte della sua città ma anche a livello internazionale, della figura e dell’opera di Tina Modotti, della sua straordinaria arte fotografica, non meno che delle sue ‘scelte di vita’ e della sua azione per un mondo più libero e più giusto.

L’iniziativa intende anche costituire una nuova opportunità, dopo la grande mostra, promossa dal Comune di Udine, Tina Modotti. La Nuova Rosa e allestita presso i Civici Musei nel 2014-15, affinché la Regione Friuli Venezia Giulia attribuisca il giusto rilievo alla figura di Tina come parte integrante del proprio patrimonio e della propria storia. Nel contempo, la mostra si propone di promuovere presso il pubblico più ampio una conoscenza storica diffusa del suo contributo artistico e del suo ricco e multiforme itinerario umano, politico e intellettuale, coniugando il rigore scientifico con l’impegno civile rivolto anche al nostro presente e al nostro futuro. La figura e l’opera di Tina Modotti (donna, friulana, artista, impegnata e coinvolta in prima persona nelle vicende politiche e sociali del suo tempo) rappresentano, infatti, una straordinaria risorsa e un punto di riferimento di grande fascino e rilievo per le giovani generazioni.

L’esposizione viene a cadere nel novantesimo anniversario della prima mostra di Tina Modotti inaugurata a Città del Messico il 14 dicembre 1929, ed è promossa dal Comune di Tolmezzo in partenariato con il Comitato Tina Modotti e con il Circolo Culturale Fotografico Carnico, con la collaborazione di prestigiose istituzioni scientifiche a livello nazionale e internazionale come l’Università degli studi di Udine e l’Istituto nazionale di antropologia e storia di Città del Messico (INAH).

La mostra non solo presenta al pubblico la raccolta più vasta del patrimonio già conosciuto delle foto di Tina Modotti tratte dai negativi originali, ricostruito al meglio delle possibilità qualitative e filologiche, ma è pure considerevolmente arricchita da una documentazione, derivante dalle più recenti acquisizioni riferibili sia alla storia familiare, sia all’arte fotografica, sia all’impegno politico e sociale di Tina Modotti.

Riguardo al primo di questi ambiti, è importante segnalare i documenti e materiali fotografici provenienti dal lascito di Jolanda Modotti, sorella di Tina. Si tratta di fotografie originali di Tina e dei suoi familiari scattate da lei stessa o da altri soggetti in riferimento al contesto udinese della famiglia, al soggiorno e alla cerchia delle amicizie e dei nuovi legami familiari negli Stati Uniti e nel Messico degli anni ’20, nonché di carteggi tra Jolanda, Vittorio Vidali e Silvia Thompson relativi alla vita e all’opera di Tina, oggi custodite a Trieste nell’Archivio del prof. Antonio Cobalti.

Riguardo al secondo ambito, viene esposta la nuova documentazione fotografica di cui l’Istituto Nazionale di Antropologia e Storia di Città del Messico (INAH) è entrato recentemente in possesso grazie alla donazione della dottoressa Savitri Sawhney, figlia dell’esule indiano Pandurang Khankhoje. Tale documentazione comprende una scelta di fotografie, scattate da Tina Modotti, che si riferiscono al movimento delle Scuole libere di educazione agraria Emiliano Zapata e della Lega delle comunità agrarie fondate in Messico e sono molto importanti non soltanto per la loro qualità, ma anche perché documentano la fase di passaggio dell’arte fotografica di Tina dal rigore formale legato all’apprendistato con Edward Weston all’impegno politico sociale a partire dal 1926-27.

La mostra arricchisce l’esposizione delle fotografie e dei materiali relativi alla vita e all’attività artistica di Tina Modotti con un vasto repertorio iconografico e documentale in riferimento ai contesti storicamente determinati in cui si svolse la vita artistica di Tina e si determinarono le sue ‘scelte di vita’, agli eventi e ai luoghi che la videro testimone e protagonista.

È importante rilevare che le sezioni storiche non costituiscono una mera giustapposizione rispetto alla documentazione fotografica di Tina e su Tina, ma sono una parte essenziale e un tratto caratterizzante della mostra. Si è qui in presenza di una dettagliata ricostruzione degli scenari storici e delle organizzazioni internazionali in cui Tina Modotti conobbe il suo apprendistato politico e poi esplicò la sua militanza a tempo pieno nel movimento comunista: il Soccorso Operaio e il Soccorso Rosso internazionali nel Messico e le grandi campagne internazionali contro il fascismo e la guerra negli anni ’30, e poi lo scenario della guerra civile spagnola, in cui ella ricoprì incarichi di alta responsabilità nel Soccorso Rosso fino al crollo finale della Repubblica. Di più: attraverso le immagini selezionate si possono seguire in sequenza gli organismi, i luoghi, le attività, gli eventi che videro Tina presente fisicamente e attivamente partecipe.

Una sezione della mostra è dedicata ai lavori degli alunni dell’Istituto comprensivo di Moimacco, Premariacco e Remanzacco, elaborati in occasione dell’intitolazione del proprio istituto alla grande artista, nel percorso Con gli occhi di Tina. Tutte le attività svolte sono visibili sul padlet dedicato a Tina nel sito dell’istituto www.icpremariacco.edu.it.

Dell’esposizione si è parlato oggi con Marì Domini, presidente del Comitato Tina Modotti, e Dino Zanier, presidente del CCFC-Circolo Culturale Fotografico Carnico (nella foto) a “RadioAttiva“, la trasmissione di Radio Studio Nord condotta da Cristian Comelli in onda da lunedì al venerdì dalle 10 alle 12.

Proponiamo il podcast e il video.

 

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