Cronaca

Partnership Fvg-Veneto-Carinzia contro il traffico di cuccioli

Il traffico illegale, e spesso crudele, di animali da compagnia che avviene attraverso i confini con l’Est Europa ed i rischi, ad esso legati, della trasmissione di una serie di malattie all’uomo, verranno contrastati dalla Regione Friuli Venezia Giulia attraverso una partnership europea con il Veneto e la Carinzia.

Lo ha deciso la giunta regionale che, su proposta dell’assessore alla Salute Maria Sandra Telesca, ha approvato una delibera che autorizza la competente Direzione centrale a partecipare, in qualità di capofila, al primo bando di selezione di progetti sul programma di cooperazione territoriale europea Interreg V A Italia-Austria 2014-2020.

Nel dettaglio, la proposta progettuale che porta il nome di “Bio-Crime/Bio-Welfare” e che vede protagonista la Regione, verte su una serie di azioni mirate a prevenire le malattie trasmesse dagli animali (zoonosi), combattendo la piaga del mercato nero che coinvolge quasi sempre cuccioli costretti a viaggiare in condizioni igienico-sanitarie totalmente al di fuori dalle norme.

Alla Direzione Salute della Regione Friuli Venezia Giulia nel progetto si sono uniti l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie di Padova, Area Science Park di Trieste, il Dipartimento di Veterinaria della Carinzia, altre Amministrazioni dello Stato italiano e del Land Carinziano e anche il Gruppo europeo di collaborazione territoriale (Gect) “Euregio senza confini”.

L’obiettivo principale di “Bio-Crime/Bio-Welfare” è in primo luogo di tutelare la salute dell’uomo e degli stessi animali. Secondariamente il progetto punta ad impedire il proliferare di un commercio senza regole che penalizza chi opera nella legalità, nel rispetto dell’etica e delle regole sanitarie. Infine si vogliono contrastare le frodi di cui sono spesso vittime gli acquirenti, che in molti casi entrano in possesso di un animale le cui condizioni di salute sono gravemente compromesse.

Fra le azioni individuate nel progetto, per affrontare il fenomeno e prevenire la diffusione di malattie all’uomo e agli altri animali sono previste iniziative formative per i pubblici ufficiali, sorveglianza epidemiologica degli esemplari sequestrati e progetti di educazione rivolti alla cittadinanza delle tre regioni.

La partnership con il Land austriaco della Carinzia risponde all’esigenza di creare una collaborazione fra due aree territoriali che sono zone di transito transfrontaliero per il traffico illegale di animali e, al tempo stesso, regioni di destinazione di questo tipo di commercio.

Da rilevare ancora che nelle operazioni di polizia compiute per fermare questo flusso non si sono registrati solo casi che riguardano più comunemente cani e gatti, ma anche rettili, volatili e tartarughe, le quali – ad esempio – senza un adeguato controllo possono essere portatrici della salmonellosi. Così come altre specie, prelevate da zone dove sono in atto patologie epidemiche, rischiano di contaminare gravemente la fauna del nostro territorio.