Chiusure uffici postali, alleanza contro le Poste

Un’alleanza fra Comuni, Regione, sindacati e parlamentari per far sedere Poste Italiane a un tavolo e bloccare il processo di ridimensionamento e rimodulazione degli orari degli uffici postali nei Comuni del Friuli Venezia Giulia è stata sancita oggi all’Anci nonostante l’assenza dei parlamentari che avevano aderito al vertice promosso dai sindaci in piazza XX Settembre a Udine. “Prima Poste Italiane promuove, con costosissime campagne pubblicitarie, i servizi, anche di carattere bancario, poi, nonostante un utile di 800 milioni di euro, continua nella sua campagna di chiusure e ridimensionamento degli sportelli lasciando senza servizi migliaia di cittadini, soprattutto di pensionati (oltre ai turisti) delle aree montane e marginali”, hanno denunciato il segretario generale dell’Anci Lodovico Nevio Puntin, i sindaci di Tavagnacco Mario Pezzetta e di Tolmezzo Dario Zearo, gli assessori di Martignacco Katia Pagnutti e di Arta Terme Francesco Candoni e Daniele Cescutti e il segretario della Cisl Alto Friuli Franco Colautti. alla presenza del consigliere regionale e già sindaco di Tarvisio Franco Baritussio che ha portato i saluti e le scuse dell’on. Manuela Di Centa.  

“L’obiettivo di Poste Italiane – ha detto Baritussio – è di arrivare a un ufficio postale per comune, riducendo gli sportelli anche nei comuni capoluogo”. Occorre bloccarlo,  anche attraverso una collaborazione fra comuni e Poste Italiane. “Il nostro comune – ha detto il sindaco di Tolmezzo Zearo – ospita in un proprio edificio lo sportello della frazione di Terzo dopo averlo appositamente ristrutturato”.   “Nelle aree montane – ha spiegato Franco Colautti della Cisl Alto Friuli che si è fatta promotrice di una azione di sensibilizzazione raccogliendo quasi 4 mila firme in 63 Comuni dell’Alto Friuli con la parola d’ordine “salviamo le poste del territorio” –  le Poste già ora chiudono gli sportelli tutti i pomeriggi e si sabato e si registrano molti disservizi come l’impossibilità per i pensionati di riscuotere i soldi per mancanza di liquidità”.

Sono una quarantina i comuni, e fra questi anche i capoluoghi di provincia – ha spiegato il sindaco di Tagnacco Mario Pezzetta che ha denunciato difficoltà anche a Tavagnacco – ad essere interessati da chiusura estive che potrebbero nascondere la scelta strategica di Poste Italiane di passare successivamente alla loro graduale chiusura definitiva.