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VIDEO – Ufficiale: il Giro d’Italia ritorna sullo Zoncolan!

di BRUNO TAVOSANIS

È stato presentato oggi, presso la Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma, il percorso ufficiale del Giro d’Italia 110.

La partenza è fissata per sabato 8 maggio da Trieste (il Friuli-Venezia Giulia ospita la Grande Partenza per la seconda volta dopo il 1981, quando a Trieste si svolse un prologo di 6,6 km con partenza ed arrivo in Piazza Unità d’Italia. Vinse Knut Knudsen su Francesco Moser e Gregor Braun), mentre il gran finale sarà, come ormai da recente tradizione, nella Capitale domenica 30 maggio, il giorno dopo l’attesissimo ritorno dello Zoncolan, con i ciclisti che saliranno dal versante di Ovaro. Si tratta dell’ottava volta che una delle montagne simbolo del ciclismo mondiale farà parte del Giro. Questi i precedenti ed il versante della salita finale: 2003 Sutrio Gilberto Simoni; 2007 Ovaro Gilberto Simoni; 2010 Ovaro Ivan Basso; 2011 Ovaro Igor Anton; 2014 Ovaro Michael Rogers; 2018 Ovaro Chris Froome; 2021 Sutrio Lorenzo Fortunato.

La tappa di sabato 29 maggio, lunga 180 km, prenderà il via da Pordenone e transiterà ad Azzano Decimo, Sesto al Reghena, Cordovado, Morsano, Varmo, Codroipo, Dignano, Spilimbergo, Valeriano, Pinzano, Forgaria, Peonis e Alesso, per poi entrare in Carnia da Cavazzo.

Successivamente da Tolmezzo si salirà in Val d’Incarojo, per toccare Paularo e raggiungere i 1069 metri di Passo Duron. Poi discesa a Treppo Ligosullo, Paluzza e Cercivento per arrivare ai 958 metri di Sella Valcalda a Ravascletto. Quindi Comeglians, Ovaro e da Liariis l’inizio della mitica ascesa ai 1730 metri del “Mostro”, 10.1 km con pendenza media dell’11.9% e punte del 22%.

Il percorso complessivo del Giro è particolarmente impegnativo, come recita il dato dei 50.250 metri di dislivello, disseminati lungo i 3.418,9 chilometri in programma.

La prima tappa, come detto, prevede partenza e arrivo a Trieste, con nel mezzo uno sconfinamento in Slovenia e tre insidie altimetriche negli ultimi 40 chilometri. La seconda frazione, da Ljubljana a Koper, si svolgerà interamente in territorio sloveno, mentre la successiva, da Cervignano a Possagno, riporta la corsa in Italia proponendo un tracciato insidioso di 163 chilometri.

IL COMMENTO DEI VERTICI DELLA REGIONE FVG 

Massimiliano Fedriga, governatore del Friuli Venezia Giulia, ha sottolineato il valore sportivo e promozionale dell’evento: «La Grande Partenza da Trieste, con il passaggio in Slovenia, e il ritorno del Giro d’Italia in Friuli Venezia Giulia nelle giornate decisive, fino alla penultima tappa sullo Zoncolan, rappresentano qualcosa di straordinario. È una vetrina enorme per il nostro territorio: il Giro sa raccontare le nostre radici e le nostre tradizioni e, allo stesso tempo, presentarle al mondo attraverso i valori dello sport».

Fedriga ha quindi evidenziato il significato della partenza transfrontaliera: «Trieste ha un fascino particolare con piazza Unità d’Italia, la più grande piazza europea sul mare. Partire da qui e attraversare il confine con la Slovenia significa mostrare al mondo una terra che ha fatto della propria posizione di confine un punto di forza. Con la Slovenia condividiamo legami profondi e un’amicizia che cresce nel segno della collaborazione e di una comune vocazione europea».

«Il Giro rappresenta un po’ quello che è il Friuli Venezia Giulia: fortissime radici sul territorio e una straordinaria capacità di presentarsi al mondo. Le nostre diversità, dalle tradizioni alle tipicità, dai paesaggi alle architetture, sono una ricchezza che dobbiamo saper valorizzare. Il Giro riesce a raccontare tutto questo in modo unico e contribuisce così anche alla promozione dell’intero sistema Paese», ha concluso il governatore, ricordando anche il ruolo di Pordenone nell’edizione 2027.

Il vicegovernatore con delega allo Sport, Mario Anzil, ha posto l’accento sul valore sociale della manifestazione: «Il Giro ci consente di mettere al centro una dimensione dello sport che per il Friuli Venezia Giulia è fondamentale: la capacità di costruire comunità e di rafforzarne l’identità. Dietro ogni grande appuntamento ci sono associazioni, società sportive, volontari, famiglie e giovani che tengono vivo un patrimonio di partecipazione diffuso in tutto il territorio. Portare la Corsa rosa sulle nostre strade significa dare visibilità anche a questo tessuto, fatto di passione, impegno e senso di appartenenza, e trasmettere alle nuove generazioni il valore dello sport come esperienza educativa e collettiva».

L’assessore regionale alle Attività produttive e al Turismo, Sergio Emidio Bini, ha evidenziato soprattutto le opportunità per l’economia e il comparto turistico: «Il Friuli Venezia Giulia rafforza ulteriormente la propria strategia di promozione turistica incentrata sui grandi eventi, siano essi sportivi, musicali o culturali. Ottenere il passaggio di quattro tappe del Giro d’Italia in regione rappresenta un traguardo ambizioso, che conferma la reputazione e l’attrattività del nostro territorio e la professionalità della macchina organizzativa e dei volontari che saranno coinvolti a livello locale».

«In particolare, la partenza a Trieste e l’arrivo sul Monte Zoncolan assegneranno la prima e l’ultima maglia rosa di questa centodecima edizione, portando in dote una visibilità senza precedenti, anche a livello internazionale. Non si tratta, però, soltanto di comunicazione: questo risultato si tradurrà in pernottamenti, visitatori e ricadute reali per la nostra economia locale», ha concluso Bini.