“Mari mê” di Monica Commisso (in arte Momi) vince il Festival della Canzone Friulana
È “Mari mê” di Monica Commisso, in arte Momi, il brano vincitore del Festival della Canzone Friulana 2026. La cantante di Codroipo ha conquistato il primo posto nella finale che ieri, 10 settembre, dopo sei anni di assenza e grazie all’associazione Armonie Aps, ha riportato la marilenghe sul palco davanti a un pubblico numeroso e caloroso. A fare da cornice alla serata, presentata dalla giornalista Francesca Spangaro, è stato un Teatro Palamostre di Udine gremito, scelto come sede della finale a causa del maltempo che ha impedito lo svolgimento dell’appuntamento nella prevista cornice di piazza Libertà.
Sul secondo gradino del podio “Cjatâsi pierdût”, interpretato da Alberto Corredig, Alvise Nodale e Francesco Imbriaco, mentre il terzo posto è andato a “Nine nane” di Michela Franceschina. Tre brani diversi per stile e interpretazione, a rappresentare una serata che ha restituito una fotografia vivace e articolata della musica contemporanea in lingua friulana.
“Siamo estremamente soddisfatti di questa serata e soprattutto della risposta che il Festival ha ricevuto dopo sei anni di assenza – commenta Mattia Mestroni, presidente di Armonie Aps –. Vedere il Palamostre gremito e ascoltare quindici brani di grande qualità così diversi tra loro è stata la conferma che questa manifestazione ha ancora un posto importante nel cuore del pubblico e nella musica friulana. È un risultato che ci dà entusiasmo e fiducia per il futuro e che confidiamo possa accogliere numerose collaborazioni nelle prossime edizioni”.
Nel corso della serata hanno portato il loro saluto il sindaco di Udine Alberto Felice De Toni e il vicesindaco Alessandro Venanzi, il presidente dell’Arlef Eros Cisilino, il presidente di Armonie Aps Mattia Mestroni, il vicepresidente di Banca360 Fabio Zuliani e il patron della manifestazione Renato Pontoni, insieme ovviamente ai direttori artistici Rudy Fantin e Marco Bianchi.
La vincitrice
Per Monica Commisso, 27 anni, in arte Momi, la vittoria rappresenta un nuovo importante passo di un percorso artistico costruito tra Friuli e Milano. Diplomata al Conservatorio Giuseppe Verdi e laureata in Economics and Management alla Cattolica, ha scelto di unire voce e pianoforte a un percorso musicale nel quale il friulano occupa un posto importante, intrecciandosi con sonorità pop, folk ed elettroniche.
Con “Mari mê” Momi porta dunque sul gradino più alto del podio una sensibilità musicale contemporanea profondamente legata alle proprie radici, confermando il valore di una nuova generazione di artisti che sceglie la lingua friulana come strumento per raccontare il presente.
Una finale nel segno della qualità
Una cinquantina i brani inediti arrivati alla segreteria del festival e, di questi, 15 quelli selezionati dalla giuria presieduta da Enrico Brun, autore, produttore e studio manager degli RCA Recording Studio di Milano, e composta dai direttori artistici Marco Bianchi, Rudy Fantin e Fabrizio Fontanot, insieme a Rossella Dosso, rappresentante dell’Arlef, Daniele Stolfo, delegato alle Relazioni esterne di Confindustria Udine ed esperto musicale, Nicola Angeli, giornalista e direttore di UdineToday, PordenoneToday e TriestePrima, e Stefania Garlatti Costa, delegata dell’Ente Friuli nel Mondo.
Applausi anche per l’orchestra che ha avuto un ruolo fondamentale nel dare forma alla serata, realizzando arrangiamenti capaci di valorizzare le caratteristiche dei singoli brani e accompagnando con grande qualità artistica proposte molto differenti tra loro. “I brani hanno mostrato una qualità artistica davvero alta e una notevole varietà di linguaggi – sottolinea Rudy Fantin –. Il lavoro dell’orchestra è stato quello di valorizzare ogni proposta e credo che il risultato finale abbia restituito pienamente la ricchezza musicale di questa edizione”.
Tutti gli interpreti, i brani e gli autori
Sul palco si sono alternati Lassimi l’amôr, interpretato da Diletta Pettorossi (Eliana Cargnelutti); Stagjons, con Emil Lenisa (Emil Lenisa); Lassimi sumiâ, interpretato da Franco Giordani (Franco Giordani); La balade dal pensionât, con Guido Collinassi (Franco Ferruglio); Stele, interpretato da Raffaele Prestinenzi e Anna Viola (Anna Viola); Mari mê, con Monica Commisso in arte Momi (Monica Commisso); Salvadie, interpretato da Eva Tomat (Eva Tomat); Dismenteâ il me non, con Gianluca Versolatto in arte Brennero (Gianluca Versolatto); Nine nane, interpretato da Michela Franceschina (Michela Franceschina); Dîs minûts, con Sara Rigo e Alessio De Franzoni (AccorDòs); Jenfri me e me, interpretato da Margherita Zuccato (Margherita Zuccato); Cence di te, con Federica Copetti (Federica Copetti); Strie, interpretato da Marta Savorgnan (Marta Savorgnan); Sot da ploie, con Delia Stabile (Raffaello Indri); e Cjatâsi pierdût, interpretato da Alberto Corredig, Alvise Nodale e Francesco Imbriaco (Alvise Nodale e Cinque uomini sulla cassa del morto).
Gli sponsor
L’edizione 2026 del Festival della Canzone Friulana è realizzata grazie al contributo della Regione Friuli Venezia Giulia, dell’Aclif – Assemblea delle comunità linguistiche friulane e di Banca360, gode del patrocinio del Comune di Udine e dell’Arlef – Agenzia regionale per la lingua friulana, si avvale della collaborazione della Cooperativa Arte e Libro Onlus e Usci Fvg e vede come mediapartner Telefriuli, Il Friuli, Il Paîs, Radio Studio Nord, Radio Spazio e Radio Punto Zero.
