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Incendio sull’Amariana, arriva un secondo Canadair: quasi 500 ettari in fumo

Situazione leggermente in miglioramento, anche se ancora lontana dalla completa risoluzione, sul fronte dell’incendio che da dieci giorni interessa l’area tra Amaro e Tolmezzo. Il rogo, divampato il 7 agosto dopo un fulmine ad alta quota, ha ormai interessato quasi 500 ettari.

Le condizioni meteorologiche sono leggermente migliorate, con meno vento e maggiore umidità. Le fiamme attive sono concentrate soprattutto nella parte alta e sul versante sud del Monte Amariana, mentre l’obiettivo principale resta impedire che il fuoco raggiunga il versante occidentale, caratterizzato da vaste superfici boscate.

Alle operazioni partecipa un Canadair, mentre è atteso l’arrivo di un secondo velivolo della flotta statale. In azione anche i due mezzi aerei messi a disposizione dalla Slovenia e gli elicotteri impegnati nelle operazioni di spegnimento e bonifica. Il Canadair operativo fin dall’alba utilizza anche il lago austriaco Weissensee per il rifornimento idrico, nell’ambito degli accordi internazionali.

A terra continuano a lavorare Corpo forestale regionale, Vigili del fuoco e volontari della Protezione civile, con particolare attenzione alle numerose riprese nelle zone già percorse dalle fiamme. Una riaccensione è stata segnalata anche nell’area della polveriera di Pissebus, richiedendo un nuovo intervento.

La notte è trascorsa senza particolari criticità nell’abitato a sud del capoluogo carnico, nella mattinata di oggi non sono state segnalate nuove riprese in prossimità delle abitazioni.

Resta importante l’evoluzione meteorologica. Il temporale atteso domenica non ha raggiunto l’area dell’incendio, mentre nuove precipitazioni sono previste nelle prossime ore. Per incidere in maniera significativa sulle operazioni di spegnimento sarebbe tuttavia necessaria una quantità consistente di pioggia, al momento prevista soltanto nei prossimi giorni.

Continuano le operazioni di spegnimento anche sul Monte Dobis, dopo la nuova ripresa di stamattina che aveva richiesto l’impiego di ulteriori risorse.