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Gemona, la festa di Sant’Anna rilancia il progetto per ricostruire Santa Maria la Bella

La tradizionale festa di Sant’Anna, celebrata il 26 luglio nella borgata di Maniaglia, ha rinnovato anche quest’anno l’attenzione sul progetto di ricostruzione della chiesetta di Santa Maria la Bella, conosciuta dai gemonesi anche come chiesa di Sant’Anna.

L’antico edificio religioso sorgeva lungo la strada che dal duomo di Gemona conduce alla frazione di Maniaglia. La sua presenza è documentata fin dal 1265 e la sua storia è stata segnata più volte dai terremoti: distrutta dai sismi del 1348 e del 1511, venne in entrambi i casi ricostruita. Dopo il terremoto del 1976, invece, la chiesetta non è mai stata riedificata.

Santa Maria la Bella rappresentava un importante luogo di devozione, in particolare per le donne in attesa di un figlio, che vi si recavano per invocare la protezione della Vergine e di Sant’Anna. Alla santa era dedicato un altare sul quale si trovava una tela realizzata nel 1621 dal pittore Vincenzo Lugaro.

Il sito conserva ancora oggi un forte valore paesaggistico e identitario. Per chi percorre la strada a piedi o in bicicletta, l’area dove sorgeva la chiesa continua infatti a rappresentare un tradizionale punto panoramico dal quale osservare il territorio gemonese.

L’idea di rilanciare la ricostruzione della chiesetta prese forma intorno al 2006, quando le insegnanti gemonesi Alida Londero, Maria Ursella, Maria Mattiussi e AnnaMaria Contessi promossero una raccolta di firme, ottenendo fin da subito una significativa adesione da parte della comunità.

A quell’iniziativa seguirono diversi approfondimenti storici, sviluppati anche grazie alla collaborazione dell’Associazione culturale Valentino Ostermann e al contributo, tra gli altri, di Enzo Forgiarini e Livio Londero. Nel frattempo, l’amministrazione comunale ha provveduto alla messa in sicurezza dell’area.

Negli anni sono state elaborate diverse proposte per la valorizzazione del sito e promosse iniziative condivise con le comunità di Maniaglia e Godo. Tra queste anche una raccolta fondi finalizzata alla ricostruzione della chiesetta “com’era e dov’era”, che ha consentito di raggiungere una somma significativa.

A cinquant’anni dal terremoto del Friuli, l’auspicio della comunità è che il lungo percorso possa ora tradursi in un progetto concreto, restituendo a Gemona uno dei suoi luoghi storici, religiosi e panoramici più significativi.