Morto a 29 anni dopo l’infortunio alle Ferriere Nord, il cordoglio dei sindacati
Le segreterie territoriali di Fim Cisl Alto Friuli, Fiom Cgil e Uilm-Uil Udine esprimono il più profondo cordoglio per la tragica scomparsa del lavoratore di 29 anni, deceduto in seguito al gravissimo infortunio avvenuto nello stabilimento Ferriere Nord di Osoppo.
Le organizzazioni sindacali si stringono con sincera partecipazione attorno alla famiglia, ai parenti, agli amici e a tutti i colleghi del giovane, colpiti da una perdita tanto improvvisa quanto drammatica.
«Di fronte alla morte di un ragazzo di appena 29 anni non ci sono parole che possano alleviare il dolore. È inaccettabile che nel 2026 si continui a morire mentre si lavora. La sicurezza deve essere sempre la priorità assoluta, senza compromessi», dichiara Fabiano Venuti della Fim Cisl Alto Friuli.
«Ogni morte sul lavoro rappresenta una sconfitta per tutto il Paese – afferma David Bassi, segretario della Fiom Cgil Udine –. Non possiamo limitarci al cordoglio: è necessario rafforzare la cultura della prevenzione, investire nella formazione, nei controlli e nel coinvolgimento dei lavoratori, affinché tragedie come questa non si ripetano mai più».
Sulla stessa linea Giorgio Spelat, segretario della Uilm-Uil di Udine: «Il lavoro deve garantire dignità e futuro, non trasformarsi in una condanna. Chiediamo che venga fatta piena luce sulle cause di questo gravissimo incidente e che siano adottate tutte le misure necessarie per impedire il ripetersi di simili tragedie. Ogni vita spezzata sul lavoro è una ferita che riguarda l’intera comunità».
Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm-Uil chiedono quindi che venga chiarita fino in fondo la dinamica dell’infortunio mortale e che siano accertate tutte le eventuali responsabilità.
«Le morti sul lavoro non possono essere archiviate come semplici fatalità», sottolineano le tre sigle sindacali, ricordando come dall’analisi di questi episodi emergano spesso criticità nella valutazione dei rischi, nelle misure di prevenzione e protezione, nell’organizzazione del lavoro o nel riconoscimento delle situazioni di pericolo.
Fare piena luce su quanto accaduto, proseguono i sindacati, è indispensabile non soltanto per rendere giustizia alla vittima e ai suoi familiari, ma anche per individuare le cause della tragedia e adottare gli interventi necessari a evitare che episodi analoghi possano ripetersi.
«La tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro deve rappresentare un impegno quotidiano e condiviso da istituzioni, imprese e parti sociali. Nessun lavoratore deve perdere la vita nello svolgimento della propria attività».
Di fronte all’ennesima vittima sul lavoro, Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm-Uil rinnovano infine il proprio impegno affinché la prevenzione e la sicurezza diventino una priorità assoluta e concreta in ogni luogo di lavoro.
