Buja celebra l’Europa dei popoli: torna “Butinle in Stajare”
Musiche, danze, costumi e tradizioni provenienti dall’Europa e da oltreoceano tornano a incontrarsi a Buja. Da giovedì 30 luglio a domenica 2 agosto si svolgerà la 31ª edizione di “Butinle in Stajare – Incontro della cultura popolare europea”, il festival internazionale del folklore organizzato dai Balarins di Buje “Maestra Emma Pauluzzo”.
L’edizione 2026 avrà un significato particolare perché coinciderà con le celebrazioni per i 25 anni del gemellaggio tra Buja e Vilsbiburg, la città bavarese con la quale il Comune friulano ha costruito, nel corso di un quarto di secolo, rapporti istituzionali, amicizie personali e collaborazioni tra associazioni.
Il festival si svolgerà interamente nel territorio di Buja e ospiterà l’Associazione universitaria di danza “El Candil” di Madrid, il Song and Dance Ensemble “Lany” di Poznań, il Ballet Folklórico de Occidente di Guadalajara e i padroni di casa dei Balarins di Buje. Alla serata dedicata alla musica parteciperanno anche la Banda cittadina di Buja, l’Associazione Filarmonica Madonna e il Musikverein di Vilsbiburg.
L’obiettivo della manifestazione non è soltanto presentare al pubblico danze e musiche tradizionali, ma favorire l’incontro tra persone e comunità diverse per storia, lingua, religione e cultura. Un percorso portato avanti dai Balarins anche attraverso l’adesione al Cioff, il Comitato internazionale dei festival folkloristici e delle arti popolari.
Il concerto per il gemellaggio
Il programma entrerà nel vivo venerdì 31 luglio. Alle 21, in piazza Santo Stefano, si terrà il Concerto del Giubileo del gemellaggio, con la Banda cittadina di Buja, il Musikverein di Vilsbiburg e l’Associazione Filarmonica Madonna.
Sabato 1° agosto, alle 10.30, sarà invece celebrato ufficialmente il 25° anniversario del gemellaggio, con una cerimonia a Monte di Buja, nei pressi della Pieve di San Lorenzo. La giornata comprenderà anche l’inaugurazione della mostra dedicata al rapporto tra le due città, una visita alla Pieve e al Museo d’arte della medaglia e della città di Buja e alcuni momenti di condivisione con le associazioni locali.
Il grande spettacolo “Dancing for Europe”
L’appuntamento principale è fissato per le 21 di sabato, in piazza Santo Stefano, con “Dancing for Europe”, il grande spettacolo folkloristico dedicato ai popoli europei.
Sul palco si alterneranno il gruppo spagnolo “El Candil”, che propone danze provenienti da Madrid, Castiglia, Estremadura e Andalusia; il gruppo polacco “Lany”, con un repertorio che comprende tradizioni di 17 regioni della Polonia; e il Ballet Folklórico de Occidente, arrivato dal Messico per presentare danze folcloristiche e rappresentazioni legate alle radici preispaniche del Paese. A rappresentare il Friuli saranno i Balarins di Buje, organizzatori del festival fin dal 1983.
In trent’anni di attività, “Butinle in Stajare” ha accolto a Buja 117 gruppi folkloristici provenienti da 27 nazioni, per un totale di oltre 3.500 danzatori.
La manifestazione proseguirà domenica 2 agosto. Alle 10.45 i gruppi sfileranno lungo via Santo Stefano, raggiungendo il Duomo per la Messa del Giubileo delle 11. Al termine della celebrazione, intorno alle 12, è prevista una nuova esibizione folkloristica in piazza Santo Stefano. La giornata si concluderà con un momento di festa e incontro tra le delegazioni, mentre la partenza degli ospiti è programmata per lunedì 3 agosto.
In caso di maltempo, gli spettacoli serali saranno trasferiti al Teatro Casa della Gioventù di Strade dal Plevan.
Il legame tra Buja e Vilsbiburg affonda le sue radici nella storia delle migrazioni stagionali friulane. Alla fine dell’Ottocento numerosi lavoratori, molti dei quali provenienti proprio da Buja, si trasferivano con le famiglie nella valle del Vils per lavorare nelle fornaci e nella produzione di mattoni. La riscoperta di questa vicenda favorì i primi contatti tra le due comunità, culminati nel gemellaggio ufficiale del 2001.
Come ha ricordato il presidente dei Balarins di Buje Andrea Tondolo durante la recente inaugurazione di una mostra a Vilsbiburg, «la cultura e il folklore non sono elementi del passato da guardare con nostalgia, ma fili invisibili che continuano a tessere relazioni e amicizie transfrontaliere».
