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Tra erbe magiche e fuochi propiziatori il solstizio torna a Cjase Cocèl di Fagagna

Il solstizio d’estate torna a vestirsi di sacralità e mistero. Mercoledì 24 giugno, l’Ecomuseo della gente di collina “Il Cavalîr” di Fagagna aprirà le porte di Cjase Cocèl per celebrare “Il Mac di San Zuan”, un evento che è rievocazione, ma anche un vero e proprio viaggio sensoriale in quella tradizione popolare che ancora oggi vede nel “mazzetto di San Giovanni” un simbolo di protezione e rinascita.

La serata, il cui programma è stato studiato con la collaborazione scientifica del professor Pietro Zandigiacomo e la consulenza organizzativa di Complemento Oggetto di Michela Bratta, prenderà il via alle 20.30 con l’apertura straordinaria delle sale museali e la “benedizione delle erbe”, momento centrale di una ritualità che affonda le radici in tempi antichi, quando la raccolta dei fiori e delle fronde avveniva alle prime luci dell’alba, e con la rugiada del 24 giugno, ritenuta portatrice di fertilità e salute.

Il programma prevede la proiezione del documentario dedicato proprio al “Mac di San Zuan”, tratto dal Fondo della Società Filologica Friulana relativo alle ricerche Ciceri Pellis, introdotto dalla presentazione di Carmen Metus, collaboratrice del Museo, per permettere ai visitatori di comprendere il valore antropologico di questa usanza. Ogni pianta che compone il mazzo ha infatti un significato preciso: dall’iperico, l’erba di San Giovanni dai fiori gialli che tingono le dita di rosso come il sangue del Battista, alla menta per la longevità, passando per l’aglio come talismano contro i malefici e la felce maschio per allontanare i fulmini. A svelare curiosità e aneddoti sulle proprietà di queste specie sarà l’Erboristeria Erbazzura di Fagagna, mentre i più piccoli potranno lasciarsi incantare dalla “fata dei fiori” che curerà il trucco a tema per i partecipanti.

Il culmine della serata è atteso per le ore 21.30 con l’evento “Luce piena”, un rito del fuoco di grande suggestione curato da Kalateatro. Come vuole la tradizione, le fiamme avranno il compito di bruciare il “Mac” dell’anno precedente, chiudendo un ciclo e liberando l’energia per il nuovo anno, in un gesto che unisce la comunità attorno al calore della memoria collettiva. Secondo le antiche credenze, il mazzo di San Giovanni, dopo essere stato appeso all’uscio o nella stalla per un intero anno a protezione della famiglia e del bestiame, deve infatti essere restituito al fuoco proprio alla vigilia del nuovo solstizio.

In caso di maltempo, la manifestazione si svolgerà regolarmente al chiuso, garantendo la continuità di un appuntamento che l’Ecomuseo propone come parte essenziale del patrimonio culturale regionale. Per ulteriori dettagli e informazioni è possibile contattare l’organizzazione al numero 0432.801887 o scrivere all’indirizzo email ilcavalir@gmail.com.