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6 maggio 1976-6 maggio 2026: oggi Mattarella e Meloni a Gemona

A cinquant’anni dall’Orcolat, il Friuli si ferma per ricordare le ferite del 1976 e celebrare il “Modello Friuli”, esempio di una ricostruzione che ha saputo coniugare la spinta dal basso con il sostegno concreto dello Stato. Il culmine delle celebrazioni civili è atteso oggi pomeriggio a Gemona, dove la comunità accoglierà il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. La loro presenza, accompagnata dai ministri Giorgetti e Ciriani, è stata definita dal governatore Massimiliano Fedriga come la massima testimonianza dell’attenzione delle istituzioni verso la storia e la resilienza di questa terra.

Il programma della giornata è intenso e solenne. Dopo l’atterraggio a Rivolto, il Capo dello Stato e la Premier raggiungeranno alle 16.30 il cimitero di Gemona per deporre una corona d’alloro al monumento dedicato alle vittime del terremoto. Successivamente, il baricentro della commemorazione si sposterà al Cinema Teatro Sociale dove, alle 17, si aprirà una seduta straordinaria del Consiglio regionale (QUI LA DIRETTA). L’assemblea, inaugurata dall’Inno di Mameli eseguito dalla Fanfara della Brigata Alpina Julia, vedrà la partecipazione di 330 invitati, tra cui i 105 sindaci dei comuni terremotati, ex governatori e rappresentanti delle massime autorità civili, militari e accademiche. Gli interventi ufficiali, aperti dal presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin e proseguiti dal sindaco Roberto Revelant, dal governatore Massimiliano Fedriga e dalla Premier Meloni, si chiuderanno con il discorso del Presidente Mattarella.

L’omaggio alla memoria proseguirà con una visita a Palazzo Elti per la mostra “Friuli 1976. Una gran voglia di vivere”, curata dal Messaggero Veneto per celebrare il cinquantenario del sisma e l’ottantesimo della testata. Nonostante le rigide misure di sicurezza, che hanno reso il centro cittadino inaccessibile ai mezzi privati, la partecipazione popolare si preannuncia massiccia. Resta solo l’incognita del meteo, che potrebbe condizionare il previsto sorvolo delle Frecce Tricolori, simbolo di un’identità nazionale che proprio tra queste macerie, mezzo secolo fa, ritrovò una delle sue pagine più alte di solidarietà e ripartenza.