Tradizione e futuro ai fornelli: il progetto Non(n)a unisce Alto Friuli e Carinzia
La cucina si conferma il linguaggio universale capace di abbattere le barriere generazionali e i confini nazionali. Si è concluso con un bilancio estremamente positivo il progetto NON(N)A, che tra l’11 marzo e il 16 aprile ha trasformato le cucine dell’Istituto “Bachmann” di Tarvisio e la sala dell’Albergo Roma di Tolmezzo in laboratori di “contaminazione” tra passato e futuro.
L’iniziativa ha visto protagonisti oltre 60 studenti provenienti dall’ISIS “Paschini-Linussio” di Tolmezzo, dall’Omnicomprensivo di Tarvisio e dagli istituti austriaci HLW e BRG di Hermagor. Accanto a loro, 20 nonne del territorio hanno vestito i panni di “maestre di memoria”, guidando i ragazzi alla scoperta delle radici gastronomiche della Carnia e del Canal del Ferro-Val Canale.
Mentre una parte degli studenti, affiancata da chef e docenti, si è cimentata ai fornelli nella preparazione di piatti iconici come Cjarsons e Klotznnudeln — ma anche di rarità come i Mehlnokalan con Sasaka o i crostoli salati — altri giovani sono stati impegnati in tavoli di lavoro tematici. Attraverso il dialogo diretto con le nonne, i ragazzi hanno raccolto storie e segreti della cucina di un tempo, riflettendo al contempo su come innovare la tradizione in chiave di sostenibilità ambientale.
Il progetto NON(N)A non è stato solo un esercizio culinario, ma un vero e proprio “patto intergenerazionale” e transfrontaliero. Lo scambio tra Italia e Austria ha permesso di riscoprire tecniche secolari utilizzandole come ponte per la conoscenza reciproca tra le due culture. L’entusiasmo dei partecipanti ha dimostrato come la memoria storica possa diventare un terreno fertile per l’innovazione, garantendo che le tradizioni delle vallate alpine non restino confinate nel passato, ma continuino a evolversi nelle mani delle nuove generazioni.
