RESIA- Domani serata con Nives Meroi

Giovedì 16 marzo 2006, alle ore 20.30 la sala consiliare del Municipio di Resia, ospiterà gli alpinisti Nives Meroi, Luca Vuerich, e Romano Benet per la presentazione della spedizione alpinistico-scientifica denominata “Nient’altro che del bianco cui badare” che testimonia la loro ennesima avventura nelle montagne Himalayane: dimore delle nevi, fonti di vita e di conoscenza. La spedizione avvenuta nella tarda primavera/estate 2005 si prefiggeva la salita alle cime del Dhaulagiri – La Montagna Bianca e dell’Annapurna.
Il Dhaulagiri – 8167 metri – si presenta come un imponente massiccio emergente dai profondi solchi del Kali Gandaki e del Mayangdi Khola, due affluenti del fiume Gange che scorrono attraverso la parte centrale del Nepal.
Il suo antico nome sanscrito significa “Montagna Bianca”, nome dato dalla grande quantità di neve che ricopre la montagna fino alla sua sommità. Curiosa la storia della prima spedizione denominata dei “tredici”: la componevano infatti tredici alpinisti che il tredici maggio 1960 conquistarono la vetta del tredicesimo ottomila, in ordine di conquista.
Il Dhaulagiri: il primo ottomila ad essere tentato ma solo il penultimo ad essere conquistato.
Questo era l’obiettivo della spedizione, che il gruppo voleva salire nell’ormai usuale “stile libero”: senza ossigeno, senza portatori d’alta quota e con il minimo di campi prefissati.
Il 5 maggio Romano, Luca e Nives raggiungono la quota di 8157 metri, salendo ad un’anticima della montagna, di 10 metri più bassa della cima principale. Ostacolati dalle proibitive condizioni atmosferiche, che per tutta la stagione premonsonica hanno imperversato sulla catena himalayana, i numerosi tentativi da loro effettuati, per superare quell’ultima manciata di metri, sono purtroppo rimasti vani.
L’iniziativa, che sarà arricchita da una videoproiezione, è promossa dalla Pro Loco, dal Comune di Resia e dal Parco Naturale delle Prealpi Giulie ed è nata con la finalità di sostenere questi alpinisti friulani, in particolare Luca Vuerich, di origini resiane, che con impegno e sacrificio organizzano ormai da molti anni queste spedizioni, promuovendo un alpinismo basato sulle loro forze e guardando con il cuore alla montagna e alle persone che ci hanno vissuto e tuttora lì vivono.