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Barbara Zilli: «Il Fvg ha titolo per chiedere allo Stato uno sforzo importante»

“La contribuzione che nel corso degli anni la Regione Friuli Venezia Giulia ha assicurato a Roma, prima per alimentare un federalismo fiscale che non si è concretizzato, poi per sostenere il debito pubblico, è stata tale da poter chiedere ora uno sforzo importante a parti inverse da parte dello Stato”. Così l’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli ha sintetizzato alla I Commissione del Consiglio regionale i termini della partita finanziaria con Regione e Stato alla luce della situazione critica determinata dalla pandemia di coronavirus.

“Davanti alla depressione delle entrate tributarie della Regione e al crollo del Pil, che può essere stimato per il Friuli Venezia Giulia in circa 700 milioni di euro – ha rilevato Zilli -, l’esigenza di non corrispondere a Roma il contributo di 726 milioni nel 2020 previsto dai patti finanziari vigenti non è un esercizio voluttuario ma una necessità autentica per poter garantire i servizi ai cittadini”.

“In queste condizioni secondo noi – ha detto Zilli – il contributo allo Stato per il 2020 e per il 2021 deve essere quindi azzerato per consentirci di esercitare quelle funzioni che già svolgiamo a differenza delle Regioni ordinarie, le quali, appunto, ricevono trasferimenti diretti per svolgere funzioni che noi espletiamo con i proventi delle compartecipazioni e con entrate proprie”.

Per ristorare dalla crisi le Regioni d’Italia, ordinarie e speciali, ha ricordato Zilli, dopo la destinazione di 3,5 miliardi ai Comuni d’Italia, si stima che nel fondo nazionale rimanga una disponibilità di 1,5 miliardi di euro, “fondo che – ha rilevato l’assessore regionale alle Finanze – riteniamo deva essere integrato almeno con altrettante risorse”. A tale proposito Zilli ha precisato che “non è stato ancora definito con chiarezza un accordo tra le ordinarie e le speciali sulle proporzioni del riparto, anche se le ordinarie hanno manifestato l’apertura a trattenere un terzo del totale; siamo però in attesa di verificare quale sarà il decreto finale”.

Nel corso dell’audizione Zilli ha ripercorso la genesi dei patti finanziari con lo Stato avviati dal 2006 a oggi e ha evidenziato i benefici introdotti dall’accordo Fedriga-Tria del 2019, tra i quali la sanzione della natura pattizia dell’intesa anche dopo il triennio 2019-2021, il calmiere sulle pretese unilaterali dello Stato e la commisurazione dell’impegno finanziario del Friuli Venezia Giulia verso lo Stato con l’impegno richiesto alle altre Regioni autonome.

L’assessore ha anche ricordato che nel programma di sviluppo dell’autonomia regionale era prevista anche la richiesta di un incremento della compartecipazione sul gettito Iva, rispetto ai 5,91 decimi attuali, e su questo tema era in vista, prima dell’emergenza nazionale, un tavolo tecnico Stato-Regione in sede di ministero dell’Economia e delle Finanze.