Lo sciopero alla Weissenfels di Fusine ha sortito effetto, stoppato il trasferimento

Sciopero ad oltranza da stamattina allo stabilimento Weissenfels di Fusine, in Val Canale. A proclamarlo dalle ore 8 i sindacati di Fiom Cgil e Fim Cisl a seguito della disposizione data ai lavoratori da parte degli attuali titolari della storica realtà metalmeccanica della vallata, la Pewag, “di caricare su alcuni camion alcuni attrezzaggi fondamentali per la produzione di catene”.

“Vogliamo vederci chiaro su questa vicenda – attaccano il rappresentante della Fim Cisl Fabiano Venuti e il suo omologo della Fiom Cgil Gianpaolo Roccasalva– perché Pewag sta facendo questo nonostante abbia dichiarato di voler partecipare all’asta una volta scaduto il contratto?”

sciopero weissenfels 1Tutto prende origine dal fatto che il 9 dicembre prossimo scadrà l’affitto del ramo d’azienda, concordato a seguito dell’accordo del dicembre 2013 e Pewag quindi è chiamata a restituire le chiavi dello stabilimento alla curatela fallimentare, la quale poi dovrà bandire l’asta per la vendita definitiva della società, dichiarata fallita lo ricordiamo dal Tribunale di Udine. I sindacati fanno sapere che “oltre a Pewag starebbe maturando pure un’ulteriore offerta da parte della società nippo-americana Kito, incontrata nelle scorse settimane in Tribunale”.

“Abbiamo proclamato immediatamente questo sciopero – spiega ancora Venuti – perché non vorremmo che i lavoratori, 86 quelli attualmente occupati, tutti enormemente intimoriti per il loro futuro e quello delle loro famiglie, possano magari ricevere una lettera di licenziamento per insubordinazione, nonostante si stiano difendendo dal rischio di doversi trovare da un giorno all’altro sulla strada. Tutti siamo uniti e decisi nel resistere e proseguire questa azione fino a quando servirà, fino a quando l’azienda ci spiegherà le motivazioni di questa decisione”.

Nel corso della mattinata ha fatto visita al presidio dei lavoratori anche il sindaco di Tarvisio Renato Carlantoni, il quale ha testimoniato così la propria vicinanza alla battaglia dei lavoratori.

LE NOVITA’ DEL POMERIGGIO

Nel pomeriggio si è appreso, sempre da fonti sindacali che lo sciopero ha sortito gli effetti sperati, la Pewag ha fatto retromarcia e nessun attrezzaggio lascerà lo stabilimento di Fusine.

Ora la trattativa si giocherà tra la curatela e la società austriaca e ci sarebbe la proposta di lasciare in comodato gratuito alla Pewag il magazzino a partire dal 9 dicembre (ovvero quando è prevista la scadenza del contratto d’affitto) sino a quando poi ci sarà l’aggiudicazione al futuro proprietario; i lavoratori in questo lasso di tempo risponderanno al curatore e comunque manterranno vigile l’attenzione sui movimenti all’interno dello stabilimento.

 

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