TOLMEZZO- Il bilancio di fine anno dell’Assindustria carnica
“Sulla montagna non sono mancate e non mancano attenzioni e risorse. E non si può credibilmente affermare che sia stata abbandonata o dimenticata. Altrettanto ragionevolmente non si può affermare che i risultati auspicati di superamento degli svantaggi derivanti dalle diseconomie di localizzazione siano stati ottenuti”. La contraddizione è stata evidenziata da Mauro Saro, capo della Delegazione di Tolmezzo dell’ Assindustria friulana, nel tradizionale incontro per il bilancio di fine anno. Secondo Saro, quindi, “la montagna deve trovare al proprio interno, senza chiusure preconcette ma seguendo logiche di coesione e di integrazione, la capacità per vincere la sfida dello sviluppo. Saro ha ricordato come l’ attività della Delegazione si sia sviluppata lungo le direttrici dell’ innovazione e della qualità, le due travi portanti dello sviluppo. Su queste problematiche, ha riconosciuto Saro, c’ stata attenzione anche da parte del Presidente della Regione, Riccardo Illy. “Attendiamo ora la trasposizione in risultati concreti di questi buoni propositi, mettendo a disposizione le competenze e i progetti che sui specifici problemi abbiamo sviluppato in questi anni”. Per quanto attiene alle dinamiche del mondo del lavoro dell’ area montana, i punti di maggiore sofferenza si sono registrati nell’ occhialeria. Nel corso dell’ anno anche la meccanica e l’ elettronica sono ricorsi alla Cassa integrazione in misura maggiore rispetto all’ anno scorso. Il 2003 è stato caratterizzato pure da numerosi casi di cessazione o di trasformazione radicale, finalizzate a snellire o ristrutturare le aziende. Le proiezioni indicano una stabilizzazione della crisi, con qualche sporadico e cauto segnale di miglioramento. “Gli scenari ha evidenziato Saro – che si intravedono incutono più di qualche preoccupazione”. Il capo-delegazione ha rimarcato poi il ruolo di primo piano che la Delegazione ha cercato di assumere in seno alla società, volendo diventare protagonista della vita e dello sviluppo del territorio. Per gli imprenditori della montagna si è trattato di una vera e propria “mission” che va oltre la semplice “responsabilità sociale delle imprese”. Il presidente dell’ Assindustria friulana, Giovanni Fantoni, ha confermato le difficoltà dell’ intera economia regionale testimoniata anche dal sensibile calo delle esportazioni, mentre sul ‘fronte interno’ ha evidenziato come “l’ azione del Governo italiano è proseguita con maggior lentezza rispetto alle attese, seppure qualcosa di positivo è stato prodotto (legge Biagi e diritto societario) o si sta producendo (riforma fiscale). Tuttavia i tagli alla Finanziaria sulla promozione del made in Italy è preoccupante
