SUTRIO- Marsilio al convegno sull’artigianato
Saper tramandare ai giovani la capacità, la
creatività, la manualità di chi si è specializzato nei lavori
artigiani, nell’artigianato artistico in particolare, rappresenta
una delle sfide che nei prossimi anni dovrà vedere impegnata la
Regione e la nostra comunità, specialmente quella della montagna,
per poter valorizzare il territorio e le sue peculiarità.
Lo ha affermato sabato a Sutrio l’assessore regionale alle Risorse
agricole, naturali e forestali Enzo Marsilio, intervenendo alla
conferenza europea dal tema “L’artigianato tradizionale come
strumento per lo sviluppo economico sostenibile delle aree rurali
europee”, organizzato dal Comune con la partecipazione di una
delegazione finlandese (del Comune di Jurva) e una slovena (delle
località di Solcano e Banjsice in Comune di Nova Gorica), delle
quali facevano parte operatori, studenti, specialisti,
insegnanti, amministratori.
L’iniziativa, che rientra in una serie di gemellaggi già avviati
da Sutrio, aveva lo scopo di mettere a confronto le tre diverse
realtà locali attraverso le comuni peculiarità, legate alla
lavorazione del legno.
Proprio le tipicità, le esperienze e la specializzazione
acquisite in settori specifici sono la chiave di volta, secondo
Marsilio, della valorizzazione del territorio attraverso le sue
articolate identità.
La creazione di una sorta di rete europea dell’artigianato
artistico, assieme all’affermazione dei prodotti di nicchia
dell’agroalimentare verso i quali il territorio è vocato, secondo
l’assessore rappresenta la strada da seguire per consentire
all’economia locale di superare la minaccia della
globalizzazione, dell’omologazione delle realtà locali, di
economie più frammentate e quindi meno solide.
Secondo l’assessore infatti, paradossalmente proprio le nuove
strategie comunitarie, la scelta della Pac di sostenere le
aziende agricole e non più le produzioni, dunque lasciando spazio
alle realtà economiche di grosse dimensioni, alle multinazionali,
creano l’occasione alle economie di scala più piccole di proporre
le loro lavorazioni caratteristiche, di pregio ed artistiche.
Prodotti di nicchia che assieme a quelli dell’agroalimentare di
qualità, al turismo e al territorio possono essere l’elemento
chiave dell’offerta turistica e costituire dunque il vero
plusvalore dell’area.
Così Marsilio ha potuto citare a esempio l’esperienza di Sutrio,
ma anche di altre otto localita del Friuli-Venezia Giulia dove si
stanno vivendo le esperienze dell’albergo diffuso, ovvero la
trasformazione dei borghi tipici in realtà ricettive, nelle quali
però sono conservate e trovano spazio le caratteristiche
peculiari della civiltà contadina, delle tradizioni della
montagna: dalla bottega artigiana per la lavorazione del legno
alla stalla con le mucche destinate alla mungitura, che anche i
più piccoli ospiti della realtà ricettiva possono imparare a
conoscere.
Realtà attrattive come la lavorazione del legno, l’antica
tradizione di Sutrio sulla quale si è soffermato il vicesindaco
Sergio Straulino per ricordare che risale, specializzata nella
realizzazione di mobilio domestico, al 1700. Era costituita negli
anni ’60 da una sessantina di piccole botteghe artigiane e ora
che molti giovani hanno ripreso il mestiere dei padri si sta
rilanciando e dà lavoro a 150 persone.
Nel corso del convegno, moderato da Lorella Baron, già direttore
del progetto comunitario Leader, si è parlato della politica
comunitaria per lo sviluppo locale e dei progetti del Comune di
Sutrio avviati con gli strumenti Ue.
