PONTEBBA- Sabato a teatro con la coppia Micheli-Boccoli
La coppia Maurizio Micheli e Benedicta Boccoli – una delle più rodate e ben assortite della commedia italiana – arriva in regione, ospite delle stagioni di prosa dell’ERT. “Le Pillole d’Ercole” è il testo di inizio Novecento di Charles Maurice Hennequin e Paul Bilhaud (la traduzione e l’adattamento sono di Maurizio Micheli) che li vede protagonisti e che approderà a Pontebba sabato 17 gennaio.
La storia è quella di un marito fedelissimo, di professione medico, che rimane vittima dello scherzo di un collega che gli propina del Viagra di inizio Novecento, noto con il termine di “Pillole d’Ercole”. Il risultato è che il fedele dottore diventa un irresistibile dongiovanni. I guai iniziano quando il marito americano di una delle sue “prede” impone al dottore la legge del Taglione per vendicare lo sgarbo subito. Per il medico senza colpa urge quindi inventarsi una moglie fittizia da mandare fra le braccia dell’americano e spedire la legittima consorte il più lontano possibile. Ma il destino fa sì che tutti si incontrino in un hotel termale dove anche la donna proverà l’ebbrezza della pillola magica, portando il ritmo scatenato della vicenda ad un crescendo scandito dall’aprirsi e chiudersi delle porte delle camere da letto. Tipico esempio di vaudeville, “Le pillole d’Ercole”, di Charles Maurice Hennequin e Paul Bilhaud, funziona come un meccanismo ad orologeria, dove in ogni istante la vicenda si complica arrivando a ingenerare situazioni così paradossali e complicate che sembra impossibile allo spettatore, tra una risata e l’altra, che tutto ritorni alla normalità, arrivando ad un lieto fine. Ma “Le pillole d’Ercole” non è solo divertimento, è anche uno sguardo dissacratorio all’interno di un matrimonio banalmente felice, che solo dopo aver attraversato due ore di rocamboleschi pericoli, diventerà un’unione consapevolmente felice. Personaggi e riferimenti non mancano. Professionisti esosi, mogli insoddisfatte, ragazze giovani in cerca di una sistemazione, mamme navigate, mariti gelosi, pensionati innamorati, amici goliardici, segretari infedeli… Non mancano nemmeno lampi di corrosione sull’ipocrisia borghese di inizio ‘900.
La pièce per la sua infinita serie di sketch e di incastri ha avuto una lunga serie di fortunati adattamenti teatrali e cinematografici – Micheli già fu interprete di una versione arrangiata e più pecoreccia per uno degli episodi che componevano il film “Rimini rimini un anno dopo” di Bruno Corbucci del 1987 con un Pappalardo d’annata nel ruolo dell’americano cornuto –, tra questi ultimi il più famoso è quello realizzato da Luciano Salce nel 1960.
La regia è di Maurizio Nichetti, fondatore negli anni ’70 di “Quelli di Grock” e felicissimo regista di film dalla candida vena clownesca (memorabile nel 1979 l’esordio di “Ratataplan”); il cast si avvale inoltre dell’interpretazione di Elio Veller, Claudio Angelini e Fiorella Buffa, la produzione è firmata APAS.
