TOLMEZZO- Scioperano i dipendenti della Seima Elettronica

Ancora problemi e disagi per i 135 dipendenti della Seima Elettronica di Tolmezzo, che ieri hanno scioperato in quanto l’azienda non riesce a garantire la totalità dello stipendio del mese di dicembre. In particolare i lavoratori, che già avevano ricevuto in ritardo la tredicesima, si sono ritrovati in busta paga solamente il 40% della retribuzione stabilita. “La scorsa settimana si parlava della possibilità di reperire risorse con lo sconto di alcune fatture, ma purtroppo questa operazione non è andata a buon fine- spiega Giampaolo Roccasalva della Cgil Alto Friuli- Ci auguriamo che la prossima settimana l’azienda sia in grado di risolvere la situazione, ma è evidente che questa è solo la punta di un iceberg”. Roccasalva punta il dito sulla vecchia proprietà: “La Seima Elettronica sta faticosamente cercando di uscire dall’orbita della Finmek, con la quale i nuovi proprietari dell’azienda avevano degli accordi che non sono stati assolutamenti rispettati. Le difficoltà per i lavoratori nascono tutte da qui”. Non è, quindi, un problema di mancanza di commesse? “No, perché parte del lavoro è stato acquisito da un’industria veneta che non ha nulla da spartire con Finmek- spiega Roccasalva- Ma soprattutto c’è un rapporto molto stretto con Seima Italiana. Il vero problema, però, è quello della liquidità, che Finmek doveva garantire. Fra l’altro il problema per il mese di dicembre si è avuto in tutti gli stabilimenti di quest’ultima azienda sparsi per l’Italia, quindi la situazione è molto difficile. Ora dovrebbe essere in scadenza un bond importante- prosegue Roccasalva- Se non verrà onorato, molto probabilmente verrà riproposto un film già visto nelle scorse settimane, protagoniste altre importanti aziende italiane”, con chiaro riferimento a Parmalat. Il sindacato ha in previsione altri incontri con la dirigenza di Seima Elettronica? “Se necessario, c’è la volontà di vedersi anche giornalmente- risponde Roccasalva- L’importante è capire se arriveranno le risorse per la retribuzione di dicembre, senza dimenticare che febbraio è dietro l’angolo, per cui bisognerà cominciare a pensare anche alla paga di gennaio. Ma, ribadisco, la soluzione finale dovrà essere quella di uscire completamente dall’orbita della Finmek”. La volontà di tutti, a partire dai lavoratori, è quella di tenere duro fino a marzo, quando è previsto il trasferimento nel nuovo capannone di Villa Santina, perché un’azienda con una struttura di sua proprietà, e non in affitto come quella attuale, sarebbe decisamente più appetibile per un eventuale acquirente.
(di Bruno Tavosanis, dal Gazzettino)