TOLMEZZO- Esercitazioni aeree, Legambiente protesta
Siamo in guerra? Ci fossero state anche le mitragliate e l’esplosione delle bombe, l’impressione che si poteva avere oggi (giovedì 9 marzo), tra le 10 e le 11, con il frastuono degli aerei militari che passavano a bassa quota nei cieli di Tolmezzo, era proprio quella. Ed in molte persone al fastidio per il forte rumore si sarà certamente sommata la sensazione di angoscia che certe situazioni inevitabilmente richiamano.
Il caso, purtroppo, non è né eccezionale, né isolato. Già nella scorsa primavera Legambiente aveva segnalato il disturbo provocato dalle esercitazioni militari aeree che da un po’ di tempo si svolgevano, in particolare sopra la conca tolmezzina e lungo la valle del But, con cadenza pressoché settimanale. Dopo la pubblicazione di un articolo su di un quotidiano locale e la richiesta ai Sindaci di intervenire, sembrava che la cosa si fosse risolta. A distanza di alcuni mesi la situazione si è invece riproposta e con caratteristiche ancora peggiori.
Dalla prima settimana di febbraio i passaggi degli aerei militari si presentano ormai per più volte alla settimana e per più volte nell’arco della stessa giornata. Le esercitazioni sopra la stessa zona possono durare da una decina di minuti a qualche ora (come è accaduto nel pomeriggio di mercoledì 8 marzo, dalle 14.30 alle 17.15), anche se generalmente non si estendono per più di 45/50 minuti. Gli orari sono sempre diversi: possono iniziare alle 8.15 del mattino (come è accaduto martedì 7 marzo) o anche la sera, come si è verificato giovedì 2 marzo, tra le 20.20 e le 20.50 (ma lo scorso anno si erano verificati casi anche oltre le ore 22).
Il rombo dei jet è chiaramente avvertibile all’interno delle abitazioni anche con il televisore o la radio accesi. I valori dell’inquinamento acustico sono dunque evidenti, con le conseguenze che ben si conoscono sul sistema nervoso delle persone più sensibili, ma anche con l’interferenza con normali attività come il riposo o l’ascolto di una lezione scolastica. Perché, poi, deve esserci negato il piacere di ascoltare un brano musicale, senza dover ricorrere all’uso delle cuffie? Figuriamoci, quindi, l’effetto che si può avere all’esterno, magari passeggiando in un bosco, immersi nella natura, quando nella bella stagione ci si aspetta di ascoltare solo il rumore del vento sugli alberi e il canto degli uccelli. Il silenzio e la quiete (ce ne accorgiamo quando vengono violati) sono una componente fondamentale della nostra vita e anche una caratteristica del nostro territorio e della sua attrattiva turistica. Perderli sarebbe oltremodo dannoso.
Legambiente della Carnia intende richiedere all’ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale) una misurazione dei livelli di inquinamento acustico e rivolgersi alle autorità per conoscere da dove gli aerei militari provengano (sono della NATO o appartengono all’Aeronautica Militare?) e quali autorizzazioni abbiano ricevuto per effettuare le loro manovre. Leggendo queste note, si spera che qualcuno dei nostri rappresentanti al Parlamento si scomodi a presentare un’interrogazione per conoscere anche il costo di queste esercitazioni. Nello stesso tempo Legambiente invita tutti i cittadini che si sentono disturbati da questa non richiesta, né naturale presenza nei nostri cieli, a rivolgersi al Sindaco del proprio Comune per far valere il giusto diritto alla quiete.
