A Venzone la conferenza di Forza Italia sugli enti locali

Quattro ore fitte di interventi, testimonianze, proposte e idee alla conferenza programmatica sugli enti locali promossa dal Gruppo di Forza Italia in Consiglio regionale: protagonisti dell’incontro, i tanti sindaci e amministratori locali azzurri che hanno gremito la sala consiliare del municipio di Venzone, scelta di alto significato per un luogo simbolo della rinascita del Friuli dalle macerie del terremoto e di quel miracolo chiamato modello Friuli i cui protagonisti sono stati proprio i sindaci.

Oltre trenta gli interventi di consiglieri regionali amministratori, iscritti: assieme al capogruppo Riccardo Riccardi, i consiglieri regionali Roberto Novelli, Mara Piccin, Elio De Anna e Roberto Marin, l’on Sandra Savino e il vicecoordinatore vicario Massimo Blasoni.

La linea uscita all’unanimità è una sola, come ricordato da Riccardi: “la parola Uti deve scomparire dal vocabolario di questa Regione, con due punti fermi, l’eliminazione dell’obbligatorietà delle funzioni e la sospensione delle penalizzazioni nei trasferimenti ai Comuni. La Giunta prenda atto del fatto che questa riforma è fallita, a partire dalla risposta data dalle comunità alle proposte di fusione tra comuni”.

Le conclusioni sono state affidate ai relatori: la consigliera Mara Piccin si è detta consapevole che correggere le riforme della Giunta non sarà facile ma, ha aggiunto “noi siamo pronti e siamo in grado di farlo”.

Roberto Novelli, ha ribadito “il pieno appoggio alla candidatura di Riccardo Riccardi alla presidenza della Regione, l’unico in grado, per competenza e preparazione, di mettere mano alla macchina regionale ridotta in questo stato dalla serie di errori che sono stati fatti da una politica terrorista”.

Sulla forza rappresentata dai tanti amministratori ha posto l’accento il consigliere regionale di Grado Roberto Marin, che ha individuato “nel progressivo abbassamento del livello della politica il motivo del disastro che è sotto gli occhi di tutti”.

Elio De Anna ha poi ripercorso il processo riformiste che ha portato all’attuale disastro rappresentato dall’abolizione delle Province, rifiutando l’approccio del colpo di spugna e richiamando l’attenzione alla necessità di un programma chiaro di correzione profonda e funzionale, così come dovrà accadere per la sanità.

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