Una ricerca sui lavoratori delle aziende carniche che risiedono altrove

Quantificare e definire il fenomeno del pendolarismo che per motivi di lavoro genera importanti flussi da paesi e città della pianura e delle aree esterne alla Carnia verso gli insediamenti industriali di Amaro, Tolmezzo e Villa Santina. È l’obiettivo della ricerca “Pendolarismo Contromano” avviata dall’Università di Udine in collaborazione e con il sostegno di Carnia Industrial Park. Lo studio è condotto dal gruppo Officina Montagna del progetto Cantiere Friuli dell’Ateneo friulamo. Nella ricerca saranno coinvolte oltre 160 aziende insediate nell’area del parco industriale, con una stima di circa 900 lavoratrici e lavoratori pendolari. Un lavoro di analisi che punta a individuare la reale entità del fenomeno e le sue caratteristiche. 

Nelle aziende insediate in Carnia, infatti, si osserva un fenomeno in controtendenza rispetto ai tradizionali flussi in uscita dalla montagna, che potrebbe rappresentare anche una occasione di nuova residenzialità e quindi porre un freno allo spopolamento della montagna.

Gli obiettivi della ricerca sono evidenziati dal Presidente del Carnia Industrial Park, Roberto Siagri: «La possibilità di invertire un trend demografico consolidato, che determina il progressivo spopolamento delle Terre Alte, passa attraverso la conoscenza approfondita delle motivazioni che inducono un numero abbastanza significativo di persone a scegliere di non risiedere qui, pur lavorando nelle aziende della Carnia. Ci siamo domandati “Quali sono le vere determinanti dell’attrattività residenziale?” Vogliamo scoprirlo attraverso questa ricerca affidata al team di Cantiere Friuli dell’Università di Udine. È infatti indispensabile progettare e attuare quanto prima iniziative che incrementino l’attrattività di questi nostri bellissimi territori, potendo contare sulla leva assicurata dalla crescente domanda di lavoratori espressa dalle aziende».

 

La ricerca

Il percorso si articolerà in diverse azioni e fasi. Al momento sono state avviate due indagini parallele, con questionario, rivolte rispettivamente alle aziende insediate presso il Carnia Industrial Park e ai dipendenti pendolari. 

Lo studio punta a raggiungere un ampio numero di pendolari al fine di rappresentare con completezza i bisogni e le eventuali criticità di coloro che lavorano in Carnia e vivono altrove. Su tale base il gruppo di ricerca di Cantiere Friuli entrerà maggiormente nel merito mediante azioni più specifiche di indagine. In particolare, attraverso interviste qualitative in profondità rivolte sia ai titolari delle aziende e a un campione di pendolari, che ai dirigenti di alcuni servizi pubblici quali quelli della sanità, della scuola e degli enti territoriali. 

Sarà poi realizzata un’analisi del mercato immobiliare nell’area oggetto di studio. Lo scopo è capire quali siano i fattori che concorrono a limitare le opportunità di una nuova residenzialità collegata anche ai servizi presenti e ipotizzare alcune azioni per favorire il passaggio da “pendolare” a “nuovo abitante” della montagna. 

«L’Università di Udine con questa nuova ricerca – chiarisce, Mauro Pascolini, delegato dell’Ateneo al progetto Cantiere Friuli – prosegue la sua attenzione verso la montagna per proporre dei percorsi di sviluppo condivisi con gli attori locali che possano realmente contribuire, assieme alle altre proposte elaborate all’interno dell’Officina Montagna”, un miglioramento della vita di chi ha deciso di vivere e lavorare in montagna». 

(nella foto la zona industriale di Amaro)