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Una petizione con 200 firme per chiedere la riapertura della strada Forni Avoltri-Collina

Una petizione sottoscritta e firmata da 200 cittadini, ovvero la quasi totalità dei residenti delle frazioni di Forni Avoltri, per chiedere la riapertura della strada che dal capoluogo porta a Collina, chiusa dal 5 dicembre in seguito ad una frana.
L’iniziativa nasce, dicono i frazionisti, per capire il motivo per il quale il problena non sia stato risolto, considerando i tanti disagi creati.
Proponiamo la petizione, indirizzata al sindaco e all’amministrazione di Forni Avoltri, alla Protezione Civile FVG, al Prefetto di Udine e al presidente della Regione.

 

La petizione non vuole essere un motivo di protesta o un motivo per colpevolizzare qualsivoglia ente, bensì uno strumento per far valere i diritti dei cittadini e cercare di sbrogliare una situazione che sta diventando critica e paradossale.

Il fronte franoso era già stato danneggiato notevolmente nella calamità VAIA nell’ottobre 2018 e i lavori di esbosco di suddetto versante erano già stati appaltati nel 2019, cosa non da poco, visto che la ditta che doveva eseguire i lavori ha preferito lavorare su altri siti e senza pressioni non ha lavorato su un sito di più notevole importanza come quello della frana, il quale se tempestivamente lavorato avrebbe potuto provocare dei danni minori e di più veloce risoluzione.

I cittadini, dopo 3 settimane dove hanno dimostrato grande comprensione, pazienza e senso di responsabilità accettando in toto tutte le decisioni prese da chi ha gestito l’emergenza con conseguente difficoltà nell’affrontare la vita quotidiana, sono arrivati ad un punto in cui chiedono all’Amministrazione Comunale e ai vertici della Protezione Civile di assumersi la responsabilità di riaprire la viabilità stradale Forni Avoltri-Collina, anche in conseguenza di vari responsi positivi da parte di addetti ai lavori sulla possibilità di assicurare un regolare e sicuro transito, almeno ad un senso unico di circolazione.

Di seguito alcune problematiche legate all’isolamento dei centri abitati:
Strada alternativa forestale Autemos-Givigliana. La viabilità attraverso la strada forestale poteva essere un’alternativa valida, ma non del tutto praticabile, visto che limita molto gli spostamenti soprattutto per chi deve muoversi per lavoro considerato l’esiguo lasso di tempo d’apertura che non copre tutte le fasce turnistiche giornaliere. Oltre a questo la circolazione può essere effettuata solamente da mezzi 4×4 di cui non tutti dispongono. Da non sottovalutare inoltre la pericolosità di transitare per 3 km in una strada avvolta da alberi ad alto fusto i quali, carichi di neve, non possono che attirare l’attenzione. Nel caso in cui l’ordinanza perdurasse e considerato il possibile peggioramento delle condizioni meteorologiche, la strada diventerebbe di nuovo impercorribile anche per l’ulteriore pericolo di possibili smottamenti che renderebbero di nuovo i paesi isolati.
Emergenza e Soccorsi. Parliamo di un punto tra i più importanti, quello di garantire i soccorsi. Se durante il giorno e con meteo favorevole il soccorso è garantito via volo attraverso gli elicotteri, lo stesso non si può dire per il periodo serale e notturno. Attraverso la strada forestale non c’è la possibilità di far arrivare mezzi adeguati per il primo soccorso e il soccorso antincendio, vista la conformazione dei veicoli, lasciando così di fatto 130 residenti alla loro totale vulnerabilità e preoccupazione. Essendoci tra l’ altro una pandemia in corso, il rischio che si abbia bisogno del 118 è di facile intuizione. Dovendo inoltre stare molto più tempo in casa, è di facile pensiero il fatto che i cittadini si riscaldino molto più della consuetudine e che le probabilità di inneschi di incendi di canne fumarie sia un fattore da non sottovalutare.
Mancati guadagni da parte delle attività commerciali, come negozi, bar e ristoranti.
Approvvigionamento di viveri di prima necessità: alimentari, medicinali, carburante e combustibili per il riscaldamento.
Transito e regolare attività scolastica da parte di tutti gli studenti.
Rimozione periodica dei rifiuti.

Se l’attuale situazione pandemica di SARS-COVID 19 sta limitando i danni per la chiusura stessa delle attività essendo in corso il lockdown dovuto alla zona rossa imposta con l’ultimo decreto legge da parte dello Stato, le prime settimane di dicembre tutte le varie attività avrebbero potuto lavorare regolarmente.  Anche chi possiede una seconda casa, i quali costituiscono una risorsa importante per la comunità, sono stati impossibilitati a raggiungere le proprie abitazioni.

I sottoscritti cittadini in seguito al perdurare della chiusura della strada, VISTO le problematiche per il completamento dei lavori complicate dal maltempo, VISTO la conclusione della rimozione di tutto il materiale a rischio franoso, VISTE le maggiori probabilità di pericolosità della strada secondaria che non quella comunale segnata dal fronte franoso, CHIEDONO la riapertura della strada comunale Forni Avoltri-Collina, chiusa con l’ordinanza N.8/2020 per motivi legati al maltempo del 5/12/2020, per poter ritornare a una normale vita quotidiana. Per lavoratori, studenti, gestori di attività, anziani, ovvero tutte le categorie con ognuno a capo diverse priorità con cui ogni giorno devono interfacciarsi.

Si coglie l’occasione per sottolineare che queste avversità non fanno altro che aumentare l’idea dello spopolamento delle nostre montagne, che anche se è vero che è consuetudine del popolo montano vivere momenti difficili, e la storia lo dimostra, la burocrazia dei giorni nostri non fa altro che aumentare le difficoltà di chi vive questi territori. Cercate di aiutare chi ancora crede in territori ai margini come i nostri paesi e di accelerare i tempi di ripristino della viabilità.

I CITTADINI DELLE FRAZIONI DI FORNI AVOLTRI