Un QR Code per ricordare i 365 soldati tarcentini morti nella Grande Guerra

Da una parte c’è una storia dolorosa e lontana, quella della Grande Guerra che sconvolse il mondo e venne combattuta anche a Tarcento, più di cent’anni fa. Dall’altra ci sono gli smartphone e il QR Code, le nuove tecnologie che ci consentono, con un semplice gesto, di visualizzare sullo schermo informazioni, immagini e documenti.

Il risultato di quest’incontro tra antico e moderno è il progetto presentato oggi in sala Margherita, i 365 codici QR che dal 4 novembre saranno messi a disposizione per ricordare i 365 soldati tarcentini morti durante la Prima guerra mondiale.

L’innovativa iniziativa arriva da due sodalizi di volontari che hanno preso a cuore il centenario della Grande Guerra e hanno voluto andare al di là delle celebrazioni formali: l’associazione culturale di storia militare Mhc onlus del tenente Roberto Machella e la sezione di Tarcento dell’Associazione nazionale carabinieri, guidata da Attilio Pedron. La loro proposta è stata poi sostenuta con convinzione dal Comune di Tarcento e dall’Amministrazione regionale.

Attivando il codice QR, ha sottolineato Machella nel corso di una conferenza stampa, il semplice nome e cognome del caduto in guerra diventa qualcosa di diverso, si trasforma in una persona concreta che possiamo sentire vicina grazie alle immagini conservate dalla sua famiglia e alle informazioni dettagliate tratte dagli archivi, che ci informano sulla data della morte e sulle battaglie alle quali il giovane militare prese parte.

Il sindaco di Tarcento Steccati ha definito “una biblioteca all’aperto” quella che verrà inaugurata il 4 novembre, giorno simbolico scelto per applicare i codici sui pannelli nell’area del monumento dedicato ai caduti in piazza Mercato, a Tarcento.

Il presidente del Consiglio regionale Zanin ha osservato che in questo modo i nomi dei caduti “parlano” e diventano una testimonianza preziosa per i giovani, una sorta di memoria 2.0. Il progetto del QR code è stato infatti proposto e condiviso anche con le scuole del territorio e ha generato una sorta di dialogo a distanza, attraverso lettere e testimonianze, tra i ragazzi di oggi e quelli che cent’anni fa sacrificarono la loro vita al fronte. Una di queste lettere, rivolta a un immaginario prozio, è stata letta da un’insegnante delle scuole medie che ha portato in aula il progetto.

“Questa iniziativa allora ci insegna – ha sottolineato ancora Zanin – a recuperare il valore del sacrificio per un bene comune. Un concetto particolarmente importante nel momento che stiamo attraversando, contrassegnato dalla pandemia e dalla necessità di mettere da parte una serie di libertà personali per tutelare la salute della collettività”.

Nomi e storie dei soldati tarcentini caduti nella Grande Guerra sono stati recuperati grazie al lavoro degli storici Paolo Montina e Andrea Vazzaz, che ha dato origine al libro “Albo d’oro dei Caduti di Tarcento 1915-1918” edito da Aviani & Aviani.