Ucraina, partita la colonna con uomini e mezzi della Protezione civile Fvg

“Oggi scriviamo una delle pagine più importanti che questa Regione e il suo sistema di Protezione civile offre al nostro Paese, l’Italia, e ad altri Paesi che sono esposti e pronti ad aiutare le persone colpite da una condizione drammatica e di gravissima difficoltà per una guerra che mai avremmo immaginato potesse accadere e che mai avremmo voluto vedere. Questa missione è una ulteriore prova di generosità da parte dei volontari della Protezione civile e della Regione Friuli Venezia Giulia. È anche una prova di coraggio per chi è partito oggi: perché è vero che non andiamo in zona di guerra ma l’area del conflitto non è comunque lontana. Per questo ringrazio di cuore tutti i volontari. È una missione importante, se non la più importante che affrontiamo: il nostro lavoro sarà fatto in sicurezza, come sempre, anche per quel che attiene la pandemia, non ancora finita. Porteremo a termine il nostro impegno in maniera impeccabile: lo dico perché quella che andiamo ad affrontare ai confini con l’Ucraina è una situazione di emergenza che si inserisce in un’altra emergenza nei nostri territori, quella del Covid, che va avanti da due anni, per la quale non abbiamo mai abbassato la guardia. Il sistema di Protezione civile regionale non inizia oggi il suo sforzo, con questa missione, ma lo prosegue. È stato ed è un pilastro”.

Lo ha detto stamattina il vicegovernatore della Regione con delega alla Protezione civile Riccardo Riccardi dalla centrale operativa di Palmanova salutando i volontari che compongono la colonna partita alle 6.30 alla volta di Michalovce, in Slovacchia, nei pressi del confine ucraino, dove sarà allestito un campo destinato ad accogliere i profughi in fuga dalla guerra.

“Grazie al lavoro e al contributo della Protezione civile, questa terra dimostra ancora una volta la sua volontà di restituire in ogni occasione la grande solidarietà ricevuta quando il terremoto del 1976 distrusse i paesi e gettò le genti nel lutto – ha detto Riccardi -. Aiutare le persone che oggi sono nella sofferenza per la guerra è una delle più importanti e grandi prove che siamo stati chiamati ad assumere. Grazie, per questo, ai volontari di Protezione civile, anche a nome del governatore Massimiliano Fedriga che si trova a Roma – ha detto ancora Riccardi, che non ha escluso una visita al campo la prossima settimana -. Questa missione è soprattutto umanamente importante: le persone che guarderanno le divise della Protezione civile non si sentiranno sole. Anche questo è il nostro compito. Buon viaggio, allora, buon lavoro e arrivederci a presto”.

Il Friuli Venezia Giulia è la prima Regione d’Italia a partire, dopo le interlocuzioni col Dipartimento nazionale di Protezione civile e il partner slovacco, attraverso la mediazione del Coordinamento europeo. Per questa emergenza, il Friuli Venezia Giulia ha messo in campo l’impegno più gravoso: oltre alle attività di supporto sul territorio, infatti, ci sono anche gli hub di confine a Tarvisio e a Fernetti.

La colonna mobile è poderosa: si compone di 20 mezzi (tra cui 7 camper, un autoarticolato e un furgone officina), 26 volontari, 5 funzionari del Friuli Venezia Giulia e 2 funzionari del Dipartimento nazionale. La missione è il montaggio di un campo da donare alla Repubblica di Slovacchia, con 250 posti letto, per l’accoglienza dei profughi in fuga dalla guerra in Ucraina; il primo arrivo nel paese di Michalovce è previsto domani sera e il montaggio del campo entro metà della prossima settimana. Saranno allestite 30 tende complete di illuminazione, riscaldamento e letti, con cucina da campo, blocchi docce e servizi. Il campo sorgerà negli spazi del cortile e del campo di atletica della scuola secondaria Gymnázium L. Štúra.

La scelta dei volontari è stata fatta sulla base di parametri che riguardano la competenza, la conoscenza della lingua, l’esperienza e l’età, per creare un gruppo coeso, affiatato, competente ed efficiente; il volontario più giovane ha 18 anni e si affianca, in questa missione, ad altri ragazzi entrati nelle fila della Protezione civile durante il periodo della pandemia, maturando una prima fondamentale esperienza sul campo a favore dei propri concittadini.

“Il nostro è il confine più esposto per quello che riguarda chi scappa dal conflitto: siamo arrivati attorno alle 50mila persone in Italia delle quali oltre la metà sono entrate dai nostri confini – ha ricordato il vicegovernatore -. I dati di ieri ci danno ferme in Friuli Venezia Giulia duemila persone scappate dalla guerra alle quali i Comuni, insieme alle prefetture, stanno cercando di dare la migliore e adeguata accoglienza. Sono state completate le operazioni di realizzazione dell’hub sanitario di Udine, con sforzo congiunto tra azienda sanitaria e protezione civile. Abbiamo infatti una percentuale significativa di profughi ucraini che non sono vaccinati ma per fortuna stiamo vedendo che, per quel che riguarda quella popolazione, il contagio è molto molto basso”.

“Abbiamo dato risposte sanitarie a tanti bambini che sono giunti dall’Ucraina con le loro madri; in quel Paese la percentuale di patologie oncologiche pediatriche è molto elevata. I nostri medici e infermieri, a partire dal Burlo di Trieste stanno dando risposte importanti” ha detto ancora Riccardi.

“Nessuno di noi in questo momento è in grado di capire quali saranno le cose e gli impegni che saremo chiamati a fare e ad assumere; nessuno sa quanto durerà questa guerra e quale potrà essere il flusso di persone in ingresso in Italia e dal Friuli Venezia Giulia. Fino a ora la ‘migrazione’ è stata abbastanza ordinata perché le persone in arrivo avevano quasi tutte già una destinazione. Bisogna capire adesso se il volume e la destinazione del flusso resteranno tali o si modificheranno nel tempo e come”.

“Il sistema di Protezione civile è impegnato anche sul fronte dei due confini con una prima accoglienza a Fernetti e Tarvisio – ha aggiunto ancora il vicegovernatore -. Un impegno che sta dando riscontro significativo. Abbiamo completato poi, sempre di concerto col Dipartimento nazionale di Protezione civile, altre due missioni come la consegna di farmaci per un controvalore di 2 milioni di euro tra farmaci e dispositivi medici, portati ai confini con la Romania; ricordo che alla centrale operativa di Palmanova è stato riconosciuto il ruolo di unico hub nazionale dopo l’individuazione dei punti ove portare le merci e il sostegno sanitario alle popolazioni colpite dalla guerra. Noi siamo pronti ancora a portare avanti il nostro impegno”.