Tre milioni di euro per la messa in sicurezza dei capannoni ex Weissenfels di Fusine

Il Consiglio regionale ha approvato oggi la norma del ddl 130 che consentirà di mettere in sicurezza il complesso industriale ex Weissenfels di Fusine con un intervento diretto della Protezione civile, grazie a uno stanziamento di 3 milioni di euro.

Sono stati invece bocciati a maggioranza i tre emendamenti presentati dalle Opposizioni. Furio Honsell (Open Sinistra Fvg) aveva chiesto la soppressione dell’articolo in attesa di capire meglio le ragioni alla base dell’intervento, anche in termini di rischi occupazionali, mentre Diego Moretti (Pd) aveva criticato “l’affidamento diretto alla Protezione civile, che crea un precedente, e l’anomalia del procedimento”, supportato dal collega di gruppo Sergio Bolzonello.

“Nulla da eccepire sull’aiuto all’ex Weissenfels – ha spiegato il consigliere dem al presidente Piero Mauro Zanin e ai colleghi dell’Aula – ma sarebbe meglio seguire la procedura che adottammo in occasione della crisi dell’Automotive, quando fu trovata la strada dei contributi al Consorzio industriale”. Tesi ribadita anche da Enzo Marsilio (Pd), che ha richiamato il pericolo di incorrere in problematiche legate agli “aiuti di Stato”. L’emendamento presentato dal capogruppo M5S, Cristian Sergo, chiedeva invece di riformulare l’articolo di legge “togliendo i riferimenti puntuali all’intervento a Tarvisio e stabilendo in termini generali la possibilità di accordarsi con Comuni o enti pubblici proprietari per mettere in sicurezza terreni e complessi industriali”.

A tutti ha risposto in aula Riccardo Riccardi: “Il caso dell’Automotive, su cui l’intero Consiglio appoggiò la Giunta, era diverso – ha ricordato il vicegovernatore con delega alla Protezione civile, rispondendo ai rilievi di Bolzonello – perché la struttura non era del Comune e in quel territorio operava un Consorzio industriale”. L’intervento a Tarvisio, ha aggiunto Riccardi, è necessario “perché ci sono in ballo 100 posti di lavoro, che in montagna valgono due o tre volte di più. Vi garantisco che i soldi andranno in una proprietà pubblica e che questa è l’unica risposta possibile”.

Sulla stessa linea Stefano Mazzolini (Lega), che ha ricordato come “in passato non siano stati rispettati gli accordi su quella realtà” e ha ribadito l’importanza dei posti di lavoro in un paese di montagna come Fusine. Alla fine la norma è passata con il voto favorevole della Maggioranza, il no di Honsell e Zalukar (Misto) e l’astensione degli altri gruppi di Opposizione.

È stato invece bocciato dalla Maggioranza l’articolo aggiuntivo proposto da Franco Iacop (Pd), che proponeva “di finanziare i piccoli Comuni, al di sotto dei 5000 abitanti, per le attività dei rispettivi gruppi di Protezione civile”, anche a fronte delle spese straordinarie dovute all’emergenza Covid. Ritirato infine, in vista della trasformazione in un ordine del giorno, l’emendamento che era stato presentato da Diego Bernardis (Lega) e dava alla Regione la possibilità di stipulare accordi con i Vigili del fuoco anche sul servizio notturno di antincendio boschivo.

STEFANO MAZZOLINI «Con l’intervento della Regione abbiamo “messo in sicurezza” l’unica grande azienda presente nel Tarvisiano. E ora è il momento di guardare a nuove prospettive di sviluppo». Stefano Mazzolini (Lega), vicepresidente del Consiglio regionale Fvg, ritorna sul Disegno di legge 130 omnibus che assegna fondi alla Protezione civile per la riqualificazione dei capannoni ex Weissenfels a Tarvisio. Un intervento complessivo da 4 milioni di euro, 3 dei quali messi a disposizione dalla Regione, mentre la restante parte è a carico del Comune di Tarvisio.

«Tarvisio, a differenza di molte altre realtà regionali come Tolmezzo o Gorizia, non è inserita in alcun Consorzio industriale e quindi non gode dei finanziamenti che la Regione dedica a queste realtà – prosegue Mazzolini -. Proprio per questo era necessario intervenire in modo diretto: la chiusura di questa storica realtà che produce catene da sollevamento sarebbe una sciagura per l’intera Valcanale. Così, abbiamo deciso di destinare in modo diretto le risorse per gli edifici.

«L’obiettivo – aggiunge il vicepresidente – è consolidare ulteriormente l’occupazione. Attualmente, le maestranze ammontano a 90 unità, ma puntiamo ad aggiungerne altre 30 negli anni a venire. Questo, anche in virtù del forte impegno della proprietà attuale, la Kito Chain, che ha investito a oggi 18 milioni di euro tra acquisizione, start up e investimenti su impianti». La multinazionale giapponese si è spesa, inoltre, anche per la messa in sicurezza dei capannoni di proprietà del comune, con un onere di 500.000 euro. «Siamo al fianco della proprietà – dice ancora l’esponente del Carroccio – che sinora ha pagato affitti al comune per 300.000 euro, in virtù di un accordo che presuppone un canone di 90.000 euro annui. La Regione, di tutto questo, ne beneficia in termini fiscali ed è quindi nostro interesse sostenere l’attività di Kito Chain e migliorarla, per quanto nelle nostre facoltà».

Motivazioni economiche, ma non soltanto: «La Weissenfels – conclude Mazzolini – è un pezzo di storia rilevante di Tarvisio e della vallata. Dopo molte traversie, i tasselli per il suo rilancio stanno andando al loro posto e di questo va dato merito al management Kito. Ringrazio l’assessore regionale Riccardo Riccardi per l’investimento sui capannoni, che ha capito quanto importante sia salvare l’occupazione in montagna, così come il sindaco di Tarvisio, Renzo Zanette, per l’impegno dimostrato. Una Weissenfels “in salute” è una bella notizia per tutta la Valcanale e non soltanto».

 




 

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