Tolmezzo/Prato Carnico: salvaguardare il passato guardando al futuro il messaggio del convegno “La Valle del Tempo”

Salvaguardare la memoria storica e gli antichi mestieri, ma guardando al futuro e alle nuove opportunità.
È il messaggio che emerge dal convegno internazionale svoltosi ieri a Tolmezzo sotto il titolo “La Valle del Tempo. Arte e Cultura – Dalle invenzioni di Leonardo da Vinci ai teleindicatori”. L’evento, promosso dal Comune di Prato Carnico quale capofila del progetto, era stato preannunciato già agli inizi di giugno dalla sindaca Erica Gonano e, dopo un intenso lavoro preparatorio condotto localmente e nei paesi limitrofi, si è potuto mettere a punto un programma di alto livello, culturale e non solo. 

Come ricordato nei saluti di apertura dalla sindaca Gonano e dal responsabile scientifico del progetto Alceo Solari, la conoscenza di quel ricco e prestigioso patrimonio di operosità della Val Pesarina (“La Valle del Tempo”, appunto) iniziato dai primi artigiani orologiai alla fine del ‘600 per evolvere in modo ininterrotto verso la grande industria che continua tutt’oggi a costituire un fiore all’occhiello per il Friuli in tutto il mondo, non ha solo un valore storico ma può incidere significativamente sullo sviluppo economico, ponendo un freno allo spopolamento della montagna e richiamando nuove attività.
Ci si riferisce al potenziale indotto turistico del nuovo itinerario tematico, accattivante per la sua originalità, ma pure alle opportunità lavorative e piccolo-imprenditoriali che soprattutto i giovani potrebbero trovare nel settore. Da un lato infatti il mercato richiede bravi artigiani, meccanici e restauratori, che sappiano metter mano agli antichi e preziosi orologi da torre o da parete, dall’altro cerca esperti meccatronici in grado di applicare moderne soluzioni di automazione e di telecontrollo delle apparecchiature.

Ne hanno dato testimonianza la responsabile del prodotto Cultura di PromoTurismoFVG, Alessandra Fogar (a nome del direttore Lucio Gomiero, trattenuto fuori regione) e la dirigente dell’Istituto Tecnico Superiore “Fermo Solari di Tolmezzo”, Manuela Mecchia, con la quale gli esperti dell’“Associazione Amici dell’Orologeria Pesarina” si interfacceranno per la messa a punto di moduli di alternanza scuola-lavoro e di un corso specialistico, trasversale rispetto a diverse discipline.

La tradizione dell’orologeria, come si sa, non è solo friulana ma la si rinviene in varie regioni europee, specie nelle aree alpine. I perché di questo tipo di sviluppo, basato sull’osmosi di conoscenze sfociate però in eccellenze peculiari dei singoli luoghi, sono stati analizzati con dovizia di dati inediti da Pierre Judet (dell’Università di Grenoble), da Anna Martin (dell’Università di Trieste, attiva presso il CERN di Ginevra), da Denis Visintin (esperto delle Comunità degli Italiani in Istria) e da Michael Neureiter (studioso del Tirolo e del Salisburghese). Una disamina storica dell’orologeria pesarina è stata presentata dal prof. Stefano Solari, docente all’Università di Padova. I lavori sono stati moderati da Carlo Tolazzi, personaggio di spessore dell’ambiente culturale friulano, affiancato dall’assessore alla cultura del Comune di Prato Carnico Gino Capellari. 

Va ricordato che il progetto, finanziato dalla Regione FVG nel quadro degli interventi per la divulgazione della Cultura umanistica (e non è casuale il riferimento a Leonardo da Vinci che, oltre 500 anni orsono con le sue intuizioni, “dava il là” anche ai primi strumenti per la misura del tempo), continuerà a coinvolgere realtà istituzionali e associative un po’ in tutta la regione, a iniziare da Gradisca ove è già in programma per il 7 dicembre un evento legato alla riscoperta dell’antico e prezioso orologio studiato dal comitato Eggenberg. Franco Rota, curatore del progetto, ha accennato in sede di interventi alle interconnessioni con un’altra iniziativa di ampiezza istro-veneta ove, grazie a ulteriori partenariati, si discuterà l’estensione transfrontaliera dell’itinerario tematico dell’orologeria: a Castelfranco Veneto il prossimo 29 ottobre e poi a Umago il 6 febbraio 2021. 

“La Valle del Tempo”, come auspicato infine dalla sindaca Gonano, dovrebbe a sua volta proseguire con una fase 2 in cui le ricerche e i documenti illustrati nel convegno andranno ad alimentare la pubblicazione di un volume di pregio, una banca dati e azioni di richiamo turistico.

(foto dal profilo Facebook della sindaca di Prato Carnico Erica Gonano)

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