Tolmezzo, Moser attacca sui lampioni: «Cinque anni di attesa, ritardo intollerabile»
«Quasi cinque anni per installare quattro lampioni: un ritardo intollerabile e ingiustificabile». È quanto denuncia il consigliere comunale di opposizione Gabriele Moser, che in una recente seduta del Consiglio comunale ha presentato un’interpellanza al sindaco, facendosi portavoce delle richieste di diversi residenti e chiedendo se l’Amministrazione intenda procedere, e con quali tempistiche, al completamento della pubblica illuminazione in alcune zone ancora al buio del capoluogo e di Betania.
«Ci sono aree del Comune di Tolmezzo – spiega Moser – particolarmente urbanizzate, con abitazioni, attività commerciali, parchi urbani e servizi, che risultano ancora prive di pubblica illuminazione. In particolare, balza all’occhio un tratto di via Grialba, della lunghezza di poco meno di un chilometro, compreso tra le intersezioni con via Palmanova, via dell’Industria e via Rivoli Bianchi, oltre alla parte alta di via Palmanova e a via Moggio Udinese».
Per quanto riguarda via Grialba, il consigliere ritiene prioritario potenziare l’impianto di illuminazione non soltanto per la presenza di abitazioni e aziende, ma soprattutto perché si tratta di un’area quotidianamente frequentata da famiglie, bambini, pedoni e ciclisti. Proprio nel tratto rimasto al buio si trovano infatti un grande parco giochi, dotato anche di attrezzature per l’attività ginnica, e l’area di sgambamento per i cani.
«Su quella zona, quando eravamo in maggioranza – precisa Moser – abbiamo concentrato sforzi importanti per rendere fruibile e accogliente un’area semiperiferica della città in via di sviluppo. Oggi sono sempre di più i cittadini che frequentano quei parchi e passeggiano lungo la pista ciclopedonale, ma quella parte è ancora senza punti luce».
«Spesso – prosegue il consigliere – passeggio anch’io sul sedime dell’ex ferrovia e sono consapevole che il potenziamento dell’illuminazione contribuirebbe in modo significativo ad aumentare il livello di sicurezza dei cittadini, sia sotto il profilo della viabilità sia in relazione alla prevenzione di fenomeni di microcriminalità».
Una situazione analoga, secondo Moser, riguarda via Palmanova e via Moggio Udinese, dove negli ultimi anni sono sorte diverse nuove abitazioni.
«Si tratta di zone dove, nell’ultimo decennio, diverse famiglie hanno scelto di costruire la propria casa. Eppure, a distanza di anni, pur avendo regolarmente corrisposto gli oneri di urbanizzazione, non possono ancora contare su infrastrutture urbane complete».
Il consigliere evidenzia come all’incremento degli insediamenti edilizi realizzati da privati che scelgono Tolmezzo per costruire la propria abitazione, elemento che considera positivo per il territorio, non sia corrisposta a suo giudizio un’adeguata risposta dell’Amministrazione sul fronte dei servizi essenziali, a partire proprio dalla pubblica illuminazione.
«Prima di presentare l’interpellanza ho effettuato un sopralluogo sul posto – aggiunge – e mi è stato riferito che in una villetta della zona, in passato, si è verificato anche un furto. Ho inoltre potuto constatare direttamente che, come segnalato dai residenti, tra la parte alta di via Palmanova e via Moggio Udinese i punti luce da installare sarebbero complessivamente quattro o cinque».
Moser punta quindi il dito soprattutto contro i tempi di intervento.
«Ciò che è assurdo e beffardo nei confronti dei residenti – afferma – è che queste richieste vengono avanzate al sindaco e alla Giunta da quasi cinque anni. Mi risulta che l’Amministrazione abbia anche effettuato un sopralluogo, continuando a promettere l’installazione. È passato tantissimo tempo, ma dei lampioni non c’è ancora nemmeno l’ombra».
«Mi auguro – conclude il consigliere – che, non avendo ricevuto risposte precise sui tempi di realizzazione, dopo questa interpellanza l’Amministrazione prenda finalmente sul serio il problema. Resta però l’inaccettabile ritardo con cui, eventualmente, il lavoro verrà effettuato: un’attesa che, a nostro giudizio, denota un governo della città superficiale e gravemente inadeguato, come purtroppo constatiamo ormai da quasi cinque anni in diversi ambiti».
