Tolmezzo, Gemona e San Daniele. Tour “sanitario” dell’assessore Riccardi in AAS 3

Una giornata dedicata alla visita delle principali strutture dell’Azienda per l’assistenza sanitaria (Aas) n.3 Alto Friuli-Collinare-Medio Friuli, dal distretto di Codroipo all’ospedale di San Daniele, dal presidio ospedaliero di Gemona al Sant’Antonio di Tolmezzo, ascoltando primari, medici e operatori sanitari, vagliando come sono organizzati i reparti, quali sono i progetti e le necessità per riorientare e migliorare l’offerta sanitaria di un territorio diverso per caratteristiche e esigenze.

È il senso della visita che il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, ha svolto nelle principali sedi dell’Aas 3, assieme al direttore centrale Salute, Politiche Sociali e Disabilità, Gianni Cortiula, e al direttore generale dell’Azienda, Pier Paolo Benetollo.

Riccardo Riccardi

“Abbiamo raccolto – ha spiegato Riccardi al termine della visita – le esperienze di tanti professionisti, tutti animati dalla volontà di raccontare e far capire al meglio storie, situazioni, problemi e progettualità: sono incontri molto importanti, perché alla base del successo di qualsiasi progetto di riorganizzazione c’è la motivazione di chi, ogni giorno, affronta una professione scelta con la consapevolezza della sua complessità: occorre che la politica e la classe dirigente mettano nelle condizioni questi operatori di superare momenti di difficoltà, oltrepassando i limiti del sistema attuale e creando le migliori condizioni di lavoro”.

In tutti gli incontri, Riccardi ha ribadito che sarà opportuno ritarare complessivamente alcuni aspetti. “Abbiamo idee diverse su come costruire una governance efficiente, primo obiettivo che ci siamo posti, e mi auguro che partendo da ciò che di positivo troviamo si possa costruire un consenso attorno a un’offerta che corregga ciò che ora non funziona”, ha affermato il vicegovernatore.

Ingenti sono gli investimenti previsti anche per la Aas 3, in parte già finanziati, e che riguarderanno in particolare Codroipo e Tolmezzo. Nel Medio Friuli sono stati illustrati i progetti preliminari appena depositati per la riorganizzazione e l’adeguamento dell’area distrettuale che prevedono, come primo lotto, l’inserimento di nuovi edifici per ospitare il Centro salute mentale (Csm), che potrà così fornire per la prima volta in quel territorio un servizio nelle 24 ore, e per la nuova Rsa, che passerà dagli attuali 27 a 36 posti letto. I lavori e collaudi, secondo cronoprogramma, potrebbero essere conclusi già entro la metà del 2021. L’importo complessivo del primo lotto è di 4.370.000 euro.

A Tolmezzo invece sono stati presentati in anteprima i progetti per i lavori di ristrutturazione e ampliamento del Sant’Antonio (quarto e quinto lotto) che inizieranno a fine 2018 e che prevedono un finanziamento complessivo di 16.480.000 euro. Il progetto esecutivo per l’ampliamento del Pronto Soccorso (primo stralcio del quarto lotto dei lavori) è stato approvato e la gara per i lavori sarà bandita a settembre.

Si tratta dell’ampliamento di 630 mq nell’area ovest del Pronto soccorso attuale e di una completa riorganizzazione degli spazi interni con l’obiettivo di far passare da 4 a 10 i posti letto di “osservazione breve intensiva”, eliminando la necessità di utilizzare posti letto cosiddetti “in appoggio” nelle aree degenziali mediche e chirurgiche e consentendo così un evidente miglioramento sia del funzionamento di tutto l’ospedale sia della qualità percepita dai pazienti.

“Si tratta di lavori che hanno già copertura finanziaria, in un quadro complessivo che assegna al Sistema sanitario del Friuli Venezia Giulia 600 milioni di euro di investimenti, e la cui attività progettuale prosegue: occorre portare avanti l’esecuzione dei lavori con determinazione per migliorare la logistica e l’offerta di servizi ai nostri cittadini”, ha commentato Riccardi.

All’ospedale di San Daniele, dove il vicegovernatore ha visitato i reparti delle Chirurgie e poi di Medicina, Pediatria e Ostetricia-Ginecologia, sono stati illustrati lo stato di avanzamento e i risultati dei programmi transmurali, ovvero elementi organizzativi che superano le mura degli ospedali e collegano le cure fatte in ospedale e quelle nei distretti e a domicilio per i percorsi oncologico, nascita, età evolutiva e disabilità, continuità assistenziale, medicina di iniziativa e preventiva, appropriatezza diagnostica, cure palliative e lotta al dolore, alimentazione e salute.

Gruppi interdisciplinari unici aziendali sono stati creati da metà dello scorso anno per attuare un’efficacie rete oncologica. Molto positivi sono i dati del 2017 per il gruppo che si occupa di debellare il carcinoma della mammella: sono 220 i casi trattati tra le due sedi di San Daniele e Tolmezzo.

“In alcuni contesti abbiamo riscontrato dati che vedono il raddoppio delle operazioni: questo dipende dalla qualità dei professionisti e questo è un dato importante da tenere in gran conto. A San Daniele, poi, va il merito di essere esempio di come raggiungere un buon punto di equilibrio di integrazione socio-sanitaria”, ha commentato Riccardi.

Nel presidio ospedaliero di Gemona. Riccardi ha preso visione dell’organizzazione dei servizi ambulatoriali e distrettuali del terzo piano e della grande area degenze del secondo piano. Tra i progetti illustrati a Riccardi, quello dell’organizzazione di un servizio di riabilitazione cardiologica degenziale che, con dotazioni di personale e di attrezzature adeguate, potrebbe fornire una possibilità di recupero precoce in stretto collegamento con la Cardiochirurgia, secondo i migliori standard dei Centri oggi esistenti in Italia.

È allo studio la creazione di un modulo di 24 posti letto che consentirebbero di trattare oltre 450 pazienti l’anno e rappresenterebbe per la struttura un’importante opportunità, non solo per il bacino della comunità gemonese.

“Gemona è una struttura importante e penso ci siano tutti gli spazi per riuscire a costruire un’ipotesi compatibile con il sistema generale e che dia soddisfazione a una comunità che si attende molto dalla nuova organizzazione del Sistema sanitario regionale”, ha concluso Riccardi.

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