Tolmezzo celebra i 50 anni della Seima Italiana

Seima e Candoni sono un binomio indissolubile: il nome dell’azienda e il cognome del fondatore Apollo Prometeo, quindi del figlio Walter, continuatore della sua opera.

Apollo Prometeo Candoni nacque ad Amaro, in Carnia, il 24 agosto 1911 da Umberto e Maria Monai. Ancora adolescente divenne cieco a causa dello scoppio di un residuato bellico della Grande Guerra. Negli anni che precedono lo scoppio della seconda guerra mondiale emigrò in Francia ove, per ragioni politiche, si era rifugiato il genitore. Nel Paese transalpino si sposò con Carmen Sbranna assieme alla quale gestì un ristorante situato a Morsang sur Orge, nella periferia di Parigi. Non sentendosi portato per questo mestiere, cominciò a pensare quale attività avviare nel dopoguerra. Intravide nel settore automobilistico un comparto contraddistinto da un elevato potenziale di crescita e individuò nei morsetti, ossia nei terminali che si trovano alle estremità dei fili dell’impianto elettrico di una vettura, i componenti che poteva produrre con un limitato investimento iniziale. Assieme al socio Costantin Lovstoff, detto Constant e conosciuto durante la guerra, acquistò nel 1947 un bilanciere manuale ed uno stampo di tranciatura per morsetti, che vennero posti nel garage del ristorante. Nacque così la SEIMA!

Quell’embrione di industria, solo vent’anni dopo, nel 1968, era così formidabilmente sviluppato da contare 3 stabilimenti, tutti insediati in Francia, con 1600 dipendenti occupati nella fabbricazione di apparecchi di segnalazione e di illuminazione per auto (fanali e plafoniere), di avvisatori acustici ed altri componenti che vennero forniti dapprima alla Citroën ed a seguire alla Peugeot, alla Simca ed alla Renault.

Visto il forte nazionalismo caratterizzante allora il settore automobilistico, cominciò a riflettere sulla possibilità di avviare le proprie fabbricazioni in Italia nei pressi dei grandi costruttori esistenti. Durante una delle sue periodiche visite in Carnia, espresse tale intenzione al padre e agli amici, che lo consigliarono di dar vita al progetto nella terra natale. A convincerlo definitivamente furono il sostegno politico ed economico da parte della neonata regione autonoma del Friuli Venezia Giulia e la volontà del comune di Tolmezzo di creare un’area industriale. A tali fattori si aggiunse anche la possibilità di reperire facilmente le maestranze nel comprensorio locale, contando soprattutto sull’ampio bacino di manodopera femminile disponibile.

Scrive, l’architetto Tiziano Dalla Marta ne “Il volo del rondone”:  “Mai ci sarà un’inversione di tendenza alla tradizionale emigrazione, mai si potrà confidare sulla formazione in loco di quella mentalità imprenditoriale che sappia innescare la dinamica del reciproco arricchimento. Una malattia endemica dalla quale la Carnia potrà guarire soltanto se si realizzeranno i presupposti per trattenere e utilizzare le intelligenze dei suoi figli migliori. Impossibile quantificare l’esodo di tante umane energie, inimmaginabili le conseguenze del lento processo di sradicamento generazionale quasi sempre traumatico se è vero che “si può sradicare un uomo dalla sua terra, ma non si può sradicare questa terra dal cuore dell’uomo”. Sono queste le motivazioni che in quei giorni ci avevano convinto di giocare una carta importante per la nostra città e per la Carnia. Erano due le opportunità: contattare a Stoccarda l’industriale tedesco Hampelmann del quale conoscevamo l’intento di trasferire in Italia la produzione di speciali siringhe; a Parigi l’industriale Prometeo Candoni, di cui sapevamo la disponibilità a realizzare una filiale italiana per la fabbricazione di fanalerie e accessori d’auto in Valle d’Aosta. Fiduciosi nella giustezza dell’iniziativa e forti della validità delle argomentazioni che avremmo sostenuto, convinti soprattutto della necessità di fare opera di persuasione con una presenza credibile, concordammo di fare un viaggio di rappresentanza promozionale: Edoardo l’avvocato, Nino l’impresario edile, lo scrivente architetto sindaco del capoluogo carnico. Un tardo pomeriggio di una giornata quasi estiva del’69, lasciamo Tolmezzo in Alfa Romeo e attraverso il Passo Monte Croce, puntiamo in direzione nord consapevoli dell’importante missione…”

Quella missione diede certamente i suoi frutti, dato che il 30 giugno 1969, a Tolmezzo, nacque la Seima Italiana S.P.A. con capitale sociale di 10 milioni di lire, sottoscritto per 2/3 da Candoni e per 1/3 dalla Friulia (finanziaria Regionale).

Nei tre anni successivi gli investimenti furono indirizzati alla formazione del personale, che veniva inviato in Francia per apprendere i cicli produttivi e le lavorazioni realizzate presso gli stabilimenti transalpini del gruppo. Vennero così implementati processi industriali altamente innovativi, quali, ad esempio, la deformazione a freddo del metallo, gli stampaggi delle materie plastiche e diversi trattamenti superficiali. Sempre nel territorio carnico, Apollo Prometeo Candoni costituì nel 1970 la Viteria Carnica Srl per la produzione di viti speciali per tutto il gruppo, e, nel 1979, la Carnica Gomma Spa specializzata nelle fabbricazioni di guarnizioni per fanali. L’opera di Candoni favorì la diffusione di una solida cultura imprenditoriale, che permise la nascita di molteplici realtà aziendali collegate alla Seima Italiana.

Nel 1975 Apollo Prometeo Candoni venne insignito del titolo di commendatore al merito della Repubblica italiana e nel 1977 della Légion d’honneur francese. Nonostante a fine anni 70 il gruppo fosse uno dei più importanti di Francia, le precarie condizioni di salute convinsero Candoni a cederlo nel 1981 al concorrente Neiman-Klaxon, controllato dal gruppo bancario Paribas. Nel medesimo anno decise di ritirarsi a vita privata, affidando la direzione delle proprie aziende italiane al figlio Walter. Apollo Prometeo Candoni morì ad Antibes in Francia il 13 aprile 1985.

Oltre ai protagonisti della “missione” sopra ricordata dall’architetto Tiziano Dalla Marta (allora Sindaco di Tolmezzo) – il compianto avvocato Edoardo Quaglia (Presidente della Banca Carnica S.P.A.) e l’imprenditore Eugenio (Nino) Filipuzzi – hanno avuto un ruolo fondamentale per la nascita e la crescita della Seima Italiana altre figure di rilevo che ci hanno lasciato: Enzo Moro, all’epoca della fondazione Vicepresidente della Regione Friuli Venezia Giulia, l’ing. Elio Capellari, che diresse la Seima Italiana dalla sua fondazione fino al 1988 quando ne divenne Vice Presidente (deceduto nel 1999), Walter Candoni, che dai primi anni 80 subentrò al padre nella guida delle società insediate in Italia (deceduto nel 2007), l’ing. Umberto Ponte, tra i primi assunti quando ancora non c’era lo stabilimento e gli uffici erano ospitati nei locali del Museo Carnico, collaboratore di riferimento per i vertici societari e direttore di produzione (deceduto pochi mesi fa).

 

Non meno importante fu lo slancio e l’impegno delle maestranze, ad iniziare da quelle del comparto tecnico che furono inviate negli stabilimenti francesi a completare la propria formazione perfezionando nel contempo la padronanza della lingua francese che, per molti anni, fu la lingua ufficiale in azienda.

Si può certamente affermare che il fenomeno Seima ha dato un notevole impulso in Carnia e oltre, sia per gli aspetti occupazionali sia per quella sorta di contaminazione che ha permesso di scoprire una inusitata o sopita capacità imprenditoriale anche da queste parti. Infatti, non sono pochi i casi di gemmazione di iniziative produttive avviate da ex dipendenti della Seima in Carnia o altrove.

Questo lascito, di rilevanza economica ma anche e soprattutto di valenza culturale, continua oggi a diffondere i suoi benefici attraverso la nuova configurazione societaria che da 15 anni a questa parte porta avanti, coi lusinghieri risultati che sono sotto gli occhi di tutti, l’opera avviata da Apollo Prometeo Candoni, un visionario figlio della terra di Carnia.

E’ meritorio, anche se può apparire del tutto naturale, che alcune delle persone, che in vario modo hanno preso parte all’esperienza entusiasmante vissuta in Seima, abbiano deciso, nel 2011, di dar vita al sodalizio che porta il nome degli imprenditori che la fondarono e la portarono avanti: Associazione Culturale Apollo Prometeo & Walter Candoni.

La prima uscita pubblica fu proprio per la celebrazione del centenario della nascita di Apollo Prometeo Candoni.

Ne fanno parte non solo gli ex dipendenti Seima, tra cui il Presidente Giuliano Cossetti (figura storica nel ruolo di dirigente tecnico) ma anche la signora Cristine, vedova Candoni, il dott. Jean Claude Llense (figura chiave nella storia societaria, sempre al fianco dei signori Candoni), il dott. Giorgio Bassano (col ruolo di interfaccia tra la Seima ed i costruttori italiani di automobili).

L’Associazione, grazie alle elargizioni degli sponsor e dei sostenitori pubblici e, soprattutto, alla generosità delle persone appena citate, eroga ogni anno un rilevante numero di borse di studio a studenti meritevoli per un totale che, nel corso degli anni assomma oltre 100.000 euro.

L’Associazione conferirà 9 borse di studio, per un importo complessivo di 15.000 euro, anche quest’anno, in occasione della importante manifestazione organizzata per ricordare il 50° della fondazione della Seima, ovvero “Seima italiana 1969-2019 – 50 anni – di storia – di lavoro – di uomini”.

L’appuntamento è per sabato 28 settembre presso l’Aula magna dell’Isis Fermo Solari di Tolmezzo dove, a partire dalle ore 10, alla presenza delle rappresentanze scolastiche, delle Istituzioni locali, regionali e parlamentari, sarà ricordata dai protagonisti la storia della Seima e, a seguire, il presidente dell’Associazione Giuliano Cossetti consegnerà le borse di studio agli studenti meritevoli per l’anno 2018/2019.