Terremoto del Friuli, l’artigianato protagonista della rinascita: a Gemona lo sguardo rivolto al futuro
Dalle macerie del terremoto del 1976 alla nascita di un sistema produttivo capace di diventare un modello di sviluppo economico e sociale. A cinquant’anni dal sisma che sconvolse il Friuli, Gemona è tornata a riflettere sul ruolo determinante dell’artigianato nella ricostruzione e sulle sfide che attendono le nuove generazioni.
L’occasione è stata il convegno «Le mani della rinascita – L’artigianato tra terremoto, ricostruzione e nuove sfide», organizzato da Confartigianato-Imprese Friuli Venezia Giulia all’Istituto statale di istruzione superiore «Raimondo D’Aronco» di Gemona del Friuli, nell’ambito delle iniziative per il cinquantesimo anniversario del terremoto.
Al centro dell’incontro, il contributo delle imprese artigiane alla rinascita dei paesi colpiti dal sisma, ma anche la trasformazione economica e sociale che ha interessato il territorio nei decenni successivi. La ricostruzione, infatti, non ha rappresentato soltanto il recupero degli edifici e delle infrastrutture distrutte, ma ha segnato un passaggio fondamentale nella storia del Friuli, accelerando l’evoluzione di una realtà prevalentemente rurale, storicamente caratterizzata dall’emigrazione, verso un sistema economico fondato sull’artigianato e sull’industria.
Un processo nel quale le maestranze locali hanno avuto un ruolo decisivo, mettendo a disposizione conoscenze, capacità operative e competenze tecniche, contribuendo non soltanto a ricostruire case e paesi, ma anche a creare le condizioni per una nuova stagione di sviluppo.
La scelta di ospitare il convegno all’interno di un istituto superiore ha permesso di collegare idealmente l’esperienza della ricostruzione alle prospettive delle nuove generazioni. Il rapporto tra formazione e imprese, la trasmissione dei mestieri e delle competenze e la valorizzazione dei talenti rappresentano oggi alcuni degli elementi fondamentali per garantire continuità e competitività al tessuto produttivo regionale.
All’iniziativa è intervenuta anche l’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli, che ha sottolineato il valore dell’esperienza friulana e l’importanza di rafforzare il collegamento tra scuola e mondo del lavoro.
«Il terremoto del 1976 ha segnato una profonda frattura nella storia economica e sociale del Friuli, accelerando la trasformazione di una terra prevalentemente rurale e di emigrazione in un territorio diventato un modello per il sistema artigianale e industriale. A cinquant’anni da quella tragedia, la sfida per il futuro è continuare a rafforzare il rapporto tra scuola e mondo del lavoro, valorizzando i talenti dei giovani e favorendo la trasmissione delle competenze che hanno accompagnato la crescita del nostro territorio».
«Gemona e i paesi del cratere del sisma sono luoghi simbolo della ricostruzione, testimoni della forza delle comunità friulane e del loro profondo legame con le proprie radici. Il dinamismo e lo sviluppo infrastrutturale ed economico degli anni successivi al terremoto hanno rappresentato un’esperienza di eccellenza, i cui frutti sono ancora oggi evidenti. La ricostruzione ha impresso un’accelerazione decisiva alla crescita del territorio, favorendo l’affermazione di un sistema produttivo artigianale e industriale che ancora oggi rappresenta uno dei punti di forza dell’economia regionale».
Guardando alle prospettive future, Zilli ha evidenziato la necessità di consolidare la collaborazione tra istituti scolastici e imprese: «Quella eredità ci consegna oggi una nuova sfida: le imprese devono poter continuare a investire sempre di più nel rafforzamento delle sinergie tra scuola e mondo del lavoro, creando le condizioni affinché i giovani possano esprimere i propri talenti attraverso percorsi formativi dedicati e orientare consapevolmente le proprie scelte di vita. Allo stesso tempo, le imprese devono poter mettere sempre di più a disposizione degli istituti scolastici il proprio patrimonio di competenze tecniche, alimentando uno scambio autentico di conoscenze. È su questa collaborazione che possiamo fondare la capacità del nostro territorio di affrontare le complessità del presente e sostenere nuove opportunità di sviluppo».
L’assessore ha infine ringraziato il presidente di Confartigianato-Imprese Udine e Friuli Venezia Giulia, Graziano Tilatti, per aver promosso l’iniziativa coinvolgendo direttamente il mondo della scuola.
«La scelta di organizzare questo incontro in un istituto superiore è particolarmente importante, perché proprio nel rapporto tra formazione e lavoro troviamo una delle principali leve per lo sviluppo futuro del Friuli Venezia Giulia. Le competenze che hanno reso possibile la ricostruzione e la crescita economica del nostro territorio devono continuare a essere trasmesse e valorizzate, offrendo alle nuove generazioni gli strumenti per costruire il proprio futuro», ha concluso Zilli.
