Terremoto del Friuli, a Gemona due giorni di studi sul recupero del patrimonio artistico
A cinquant’anni dal terremoto che devastò il Friuli, Gemona torna a interrogarsi su uno degli aspetti più significativi della ricostruzione: il recupero e la salvaguardia del patrimonio artistico e culturale. Non soltanto edifici, chiese e opere d’arte da restaurare, ma anche testimonianze materiali della storia e dell’identità di un’intera comunità.
Sarà questo il filo conduttore del 99° convegno annuale della Deputazione di Storia Patria per il Friuli, in programma giovedì 22 e venerdì 23 ottobre a Gemona del Friuli. L’iniziativa, organizzata in collaborazione con il Comune e con il sostegno del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, avrà come titolo 1976-2026. Il terremoto in Friuli e i beni artistici: una riflessione storico-comparativa.
L’obiettivo è ripercorrere le scelte compiute nei mesi e negli anni successivi al sisma per recuperare, conservare e valorizzare il patrimonio artistico danneggiato, confrontando l’esperienza friulana con quelle di altri territori italiani colpiti da eventi analoghi.
«La riflessione in chiave storica su tali tematiche, svolta nella città che più di altre ha sofferto le ferite del sisma, ha anche il senso di dare continuità all’esperienza dell’ottava conferenza nazionale di public history, tenutasi a Udine lo scorso giugno, e di cercare una condivisione tra il lavoro e il pensiero dei ricercatori e le esperienze vissute delle persone e delle comunità colpite», spiega Andrea Tilatti, presidente della Deputazione di Storia Patria per il Friuli.
Al centro del confronto ci saranno anche il ruolo delle comunità nelle emergenze, la trasmissione della memoria e l’evoluzione delle normative sulla tutela dei beni culturali, con particolare attenzione al caso gemonese.
La ricostruzione come difesa dell’identità collettiva è il tema sottolineato anche dalla vicesindaca di Gemona, Flavia Virili, che evidenzia il significato della scelta di ospitare il convegno proprio nell’anno del cinquantesimo anniversario.
«La salvaguardia del patrimonio culturale rappresentò una questione non soltanto materiale, ma anche civile e identitaria», ricorda Virili. Un processo cominciato nell’emergenza, grazie all’impegno di volontari, sacerdoti e soccorritori, e proseguito attraverso il lavoro delle istituzioni impegnate nel recupero e nel restauro delle opere.
Secondo la vicesindaca, le decisioni assunte allora, spesso in condizioni di estrema urgenza, rappresentano oggi un’importante materia di studio per comprendere anche l’evoluzione delle politiche di tutela. «La ricostruzione di Gemona non riguardò soltanto il suo patrimonio materiale, ma anche la continuità storica e culturale della comunità».
Il convegno prenderà il via giovedì 22 ottobre alle 14.30 nella sala consiliare di Palazzo Boton, in piazza del Municipio. Dopo i saluti istituzionali e l’introduzione di Andrea Tilatti, si alterneranno studiosi provenienti da diversi atenei e istituzioni culturali italiane.
Chiara Savettieri, dell’Università di Pisa, proporrà un confronto tra il terremoto di Lisbona del 1755 e quello friulano del 1976, mentre Francesco Paolo Campione, dell’Università di Messina, approfondirà le esperienze di Messina e Gibellina. Paolo Pastres si concentrerà sulla salvaguardia dei beni artistici friulani dopo il sisma.
Il programma comprenderà inoltre interventi dedicati all’Umbria, con Cristina Galassi, all’Irpinia, con Enrico Lucchese, e all’Abruzzo, con Federica Zalabra, direttrice del Museo Nazionale d’Abruzzo dell’Aquila. Andrea Zannini, dell’Università di Udine, affronterà invece il rapporto tra storia, memoria e commemorazione del terremoto friulano.
Venerdì 23 ottobre, dalle 9.30, i lavori proseguiranno nell’ex chiesa di San Michele, con una sessione dedicata specificamente alla ricostruzione del Friuli e agli interventi realizzati a Gemona.
Alessia-Ottavia Cozzi approfondirà l’influenza del terremoto del 1976 sulla legislazione dei beni culturali e paesaggistici, mentre Davide Sartori ripercorrerà il recupero del patrimonio storico-artistico gemonese nell’arco degli ultimi cinquant’anni. Roberta Cuttini illustrerà gli interventi e i restauri della Soprintendenza, mentre Sandro Pittini affronterà il tema delle scelte architettoniche nella ricostruzione.
A chiudere il convegno saranno le testimonianze direttamente legate all’esperienza di Gemona. L’ex sindaco Gabriele Marini parlerà della ricomposizione dei beni culturali cittadini dopo il terremoto, mentre lo studioso di storia locale Mauro Vale interverrà sul valore del patrimonio artistico come elemento fondamentale per preservare l’anima di una comunità.
