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Siccità e lago di Cavazzo, i Comitati Salvalago: «Basta penalizzare il lago e la sua valle»

«Basta violentare il lago e la sua valle». È la presa di posizione dei Comitati Salvalago sul futuro del lago di Cavazzo, o dei Tre Comuni, alla luce della siccità che sta interessando il Friuli Venezia Giulia e del dibattito sulle possibili soluzioni per garantire maggiori riserve d’acqua.

I Comitati richiamano innanzitutto le dichiarazioni del presidente del Consorzio di Bonifica Pianura Isontina, secondo il quale «l’acqua va presa quando c’è e messa da parte per quando manca», accompagnate dalla proposta di utilizzare cave dismesse per creare bacini alternativi di accumulo, da circa duemila metri cubi ciascuno, da utilizzare durante le emergenze.

Una proposta giudicata «saggia e di buon senso» da Franceschino Barazzutti, già sindaco di Cavazzo Carnico, e Claudio Polano, già vicepresidente della Comunità Montana del Gemonese. Secondo i due esponenti dei Comitati, la realizzazione di bacini in pianura permetterebbe infatti di avere riserve d’acqua immediatamente disponibili per le esigenze agricole e potrebbe contribuire anche a ridurre i rischi legati alle piene del Tagliamento nella Bassa Friulana.

Diverso il giudizio sull’indicazione emersa dall’Osservatorio permanente dell’Autorità di bacino distrettuale delle Alpi Orientali, che avrebbe invitato a sollecitare al ministero il finanziamento della condotta di collegamento tra il canale Sade e il sistema derivatorio Ledra-Tagliamento, proposta dal Consorzio di Bonifica Pianura Friulana e dal costo stimato di 105 milioni di euro.

Secondo i Comitati Salvalago, la nuova infrastruttura, prelevando dallo scarico del lago una portata compresa tra 10 e 15 metri cubi al secondo, determinerebbe «un ulteriore danno al lago e alla sua valle», soprattutto nel periodo estivo, quando l’area registra la maggiore frequentazione turistica.

Il timore è che il lago venga trasformato sempre più in un bacino di prelievo al servizio del sistema derivatorio, con significative variazioni del livello dell’acqua. I Comitati sostengono inoltre che l’intervento non sarebbe destinato esclusivamente alle esigenze irrigue, già supportate dall’acqua proveniente dal bacino dell’Ambiesta, ma contribuirebbe anche ad alimentare le centrali idroelettriche presenti lungo i canali del Consorzio.

Barazzutti e Polano tornano quindi a chiedere l’attuazione degli interventi previsti per il recupero ambientale del lago. «Non è ammissibile – affermano – che, nonostante il Piano regionale di tutela delle acque preveda il ripristino della naturalità del lago attraverso la realizzazione di un bypass e nonostante la mozione numero 76 del Consiglio regionale impegni la Giunta in questa direzione, non si proceda concretamente alla sua realizzazione».

Da qui l’appello rivolto all’assessorato regionale all’Ambiente affinché venga dato seguito al progetto del bypass e agli interventi necessari, secondo i Comitati, «al reintegro della naturalità e della piena fruibilità del lago».