Sì unanime del Consiglio Regionale al ddl 123 SviluppoImpresa

Il disegno di legge 123 SviluppoImpresa, a cui sono serviti tre giorni di sedute per vedere la parola fine, ha registrato il favore unanime del Consiglio regionale.

“Ho votato a favore – ha spiegato il relatore per la Minoranza Furio Honsell (Open Fvg) in chiusura di lavori – perché è un ddl ampio e costituisce un’apertura di credito nei confronti della Giunta in un momento di profonda crisi. E perché sono stati accolti alcuni nostri spunti in tema di efficientamento energetico, sostenibilità ambientale, innovazione, cultura digitale e Open Technology, servizi agli anziani e con gli anziani (Silver Economy), oltre al fatto che per la prima volta si dà attenzione alla sostenibilità ambientale”.

Parlando per il Gruppo dei Cittadini, e dunque anche per la collega Simona Liguori, relatrice per la Minoranza in Aula, Tiziano Centis ha definito il provvedimento “importante perché dà una prima risposta alla crisi venutasi a creare nel 2020 e non ancora terminata”, perciò la sua speranza è che ci siano ulteriori risorse da mettere in campo proprio perché il peggio non è ancora passato.

L’Aula durante l’approvazione di SviluppoImpresa

Massimo Moretuzzo (Patto), anche a nome di Giampaolo Bidoli relatore per la Minoranza, ha detto che fare una legge di sviluppo economico di questi tempi non è facile e che il Consiglio si assume una grande responsabilità. “Ombre restano nella parte dedicata al commercio, sarebbe stato meglio trattare questo settore come a sé stante, inoltre il tema della sostenibilità ambientale è presente nel ddl ma non con il dovuto coraggio. Si deve però restare tutti uniti, andando al di là delle singole posizioni, perciò il voto finale deve essere positivo”.

“Fa piacere che molte delle istanze del M5S abbiano trovato concretezza nel ddl 123 e questo è uno dei motivi del nostro voto favorevole”, ha spiegato il relatore per la Minoranza Cristian Sertgo sperando ci possa essere un vero rilancio delle attività produttive della regione. “Seguiremo la stesura dei regolamenti di attuazione della legge”.

“Ha una scrittura che non manca di innovare nei contenuti con all’interno una percentuale elevatissima di contributi del Pd”, ha commentato l’ultimo dei relatori per la Minoranza, Sergio Bolzonello, ma a suo dire restano alcune criticità. “È una importante e dovuta norma di manutenzione straordinaria, ma non convince sul commercio (anche per lui andava stralciata la parte per trattarla singolarmente) e sulla riqualificazione dell’edilizia e delle strutture ricettive (anche qui, il Pd aveva chiesto lo stralcio)”, così come ci sono disposizioni che creano conflitti nel settore turistico.

“Legge che segnerà il passo e un cambio di economia per il Friuli Venezia Giulia, con una nuova visione di impresa, in grado di affrontare il mercato in continua evoluzione e dove non mancano i riferimenti all’Europa” per Mauro Di Bert, capogruppo di Progetto Fvg/Ar e relatore per la Maggioranza con la leghista Maddalena Spagnolo. “Partire disgiunti per arrivare uniti”, ha chiosato il consigliere.

Infine le parole dell’assessore alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, che ha spiegato che non è stato un iter facile, che ha avuto bisogno di mesi per capire di cosa ci fosse bisogno veramente. E che ha voluto fosse non la sua legge, ma di tutte le forze politiche e delle rappresentanze sindacali e imprenditoriali della regione.

Quanto ali ultimi articoli approvati (dall’83 al 92), hanno riguardato lo sviluppo di una strategia di sostenibilità aziendale, il welfare del territorio, la partecipazione dei lavoratori alla gestione dell’impresa, con un aggancio, in questo ultimo punto, alla legge di ristoro 3/2020 per delle specifiche riguardanti il Tavolo permanente per il sistema produttivo regionale quale organo deputato alla verifica dei regolamenti di collaborazione.

L’assessore alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini

Presenti anche modifiche alle leggi regionali 4 e 26 del 2005, 3 del 2015 e 5 del 2020, rispettivamente in materia di sviluppo delle piccole e medie imprese, innovazione e ricerca scientifica, cluster, sostegni per fronteggiare la crisi da Covid-19, oltre all’aggiunta di una interpretazione autentica con cui Alberto Budai e gli altri consiglieri della Lega hanno ottenuto che, alla legge regionale 6/2019 sul recupero della competitività, si chiarisse che per trasformazione di prodotti del settore lattiero-caseario si intende anche quella di prodotti agricoli in prodotti non agricoli.

Ancora Budai, a cui si sono aggiunti tutti i consiglieri di Maggioranza, ha fatto mettere mano alla Lr 5/2020 in merito alle previsioni per il settore agricolo e agroalimentare e al Programma straordinario di interventi per sostenete le esigenze di liquidità corrente del sistema produttivo agricolo, adottato dalla Regione. L’intervento chiesto all’Aula permette di adeguare il Programma anticrisi della Regione recependo integralmente le recenti modifiche, apportate dalla Commissione europea, al quadro giuridico comunitario relativamente alle misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’emergenza epidemiologica.

A cominciare dal presidente del Comitato per la legislazione, il controllo e la valutazione, il consigliere Roberto Cosolini (Pd), al pari di tutti i componenti del Comitato stesso, ha ottenuto l’inserimento della clausola valutativa che consente il monitoraggio da parte del Consiglio regionale dell’attuazione del ddl 123 e la valutazione dei risultati ottenuti.

A chiudere il provvedimento, le norme finanziarie con gli aggiustamenti dovuti dai nuovi impegni presi con l’inserimento di ulteriori interventi. Ecco che le risorse messe in campo dalla Giunta regionale registrano 300mila euro per il triennio 2021-23 a disposizione del Knowledge Intensive Business Service (Kibs), ovvero delle aziende che forniscono servizi ad alto contenuto di conoscenza, e altrettanti, medesimo periodo, per il Consorzio unitario della montagna.

A questi, si aggiungono 40mila euro voluti da Sergio Bolzonello (Pd) per finanziare nel 2021 un Master plan per i consorzi per il recupero delle aree e degli edifici industriali dismessi o degradati, oltre a 250mila euro chiesti da Mauro Bordin con altri consiglieri della Lega per finanziare la riqualificazione e lo sviluppo dei centri storici, delle frazioni e dei borghi.

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