Serracchiani in lacrime in Consiglio regionale FVG

La presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani si è profondamente commossa fino alle lacrime nell’aula del Consiglio regionale durante la replica agli interventi dei capigruppo sulla manovra di bilancio regionale. Dopo aver ricordato ai consiglieri regionali le riforme e i risultati ottenuti in questi anni alla guida della Regione assicurando che verrà il tempo per elencarli ai cittadini e attuarli, Serracchiani ha chiesto di poter esprimere «una considerazione amara».

“Ci sono momenti in cui faccio fatica anch’io – ha detto Serracchiani dopo aver ricordato gli attacchi “tutti personali” – ma non si può dire che io non abbia dedicato a questa Regione tutta me stessa perché per questa Regione ho rinunciato a tutte le cose più care che avevo”.

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IL SUO INTERVENTO

Leggi di bilancio, richiamo su quel che è stato fatto, ma non solo nell’intervento della presidente della Regione Debora Serracchiani, che ha toccato anche temi politici per concludere con una considerazione di carattere personale che ha toccato nel profondo il suo stato d’animo.

La legge di bilancio – ha esordito – prosegue nella stessa direzione intrapresa tre anni e mezzo fa, quando abbiamo iniziato a lavorare alla tenuta dei conti, a rivedere gli accordi finanziari, a mettere in sicurezza alcune poste importanti come la terza corsia, al sistema delle infrastrutture, con il porto di Trieste che ha aumentato del 30% i suoi servizi ferroviari, ai bandi europei e alle opportunità che ne derivano.

Abbiamo fatto una riforma della sanità estremamente innovativa – ha aggiunto – utilizzando molto la leva della specialità, per mettere in sicurezza l’aspetto economico e migliorare i servizi sul territorio.

L’Aula del Consiglio regionale FVG

E a questa va aggiunta la riforma degli Enti locali, con il superamento delle Province, principio votato all’unanimità da questo Consiglio regionale. Poi, sull’attuazione della riforma degli Enti locali non ci siamo trovati tutti d’accordo: siamo consapevoli che ci sono cose ancora da mettere a punto e che non abbiamo azzeccato tutte le risposte, ma vogliamo una riforma che possa garantire ai cittadini tutta una serie di servizi che erano a rischio.

Abbiamo fatto ogni sforzo possibile per migliorare questa riforma, abbiamo accolto la stragrande maggioranza delle richieste che ci sono pervenute – ha detto la presidente – confido che troveremo ancora soluzioni condivise se ci sarà la disponibilità al confronto. A meno che non si voglia bocciarla etichettandola solo come la riforma Seracchiani.

Lombardia, Veneto, Emilia Romagna stanno adottando soluzioni che vanno in questa direzione, cosa che ci conforta in quello che stiamo facendo. E ribadisco che abbiamo tutto, le risorse, i dipendenti, è in atto il processo di revisione di deleghe e funzioni, nessun dipendente pubblico rimarrà a casa. Perciò credo che questo lavoro si possa e si debba fare tutti assieme, anche con le opposizioni, se avranno un comportamento costruttivo e non distruttivo.

La presidente Serrachiani ha quindi aperto una parentesi politica: quando nel 2009 fui eletta al Parlamento europeo – ha ricordato – mi chiesero di candidarmi alla Segreteria del Pd; nel 2011 mi chiesero di candidarmi presidente di questa Regione e fecero altrettanto l’anno dopo: nel luglio 2012 sciolsi la riserva e nel 2013 fui eletta presidente del Friuli Venezia Giulia. Da quel momento sono sempre stata inserita nel toto ministri di tutti i Governi che si sono succeduti, ma io ho continuato a fare la presidente di questa Regione, portando avanti le riforme sulle quali mi ero impegnata ed è ciò che continuo a fare.

Il voto di domenica – ha riconosciuto – è stato pesante per tutti gli effetti che sta avendo per la politica nazionale e regionale; dietro quel voto c’è tutto, ci sono i disagi, i malumori, le situazioni difficili che viviamo ogni giorno. Ci sono stati errori su come è stata fatta la campagna elettorale e ora ognuno sta pagando per questo.

A chi mi chiede le dimissioni da vicesegretario nazionale del Pd rispondo che questo è un dato che attiene alla politica. Non è giusto, non è corretto, non è opportuno che si stia sempre a pensare a quello che farò da qui ai prossimi mesi. Ciò che è importante è continuare a governare la regione nel modo più serio possibile. Ci sarà un momento in cui tutte queste valutazioni saranno prese, ma oggi è giusto dire che le cose fatte sono state tante, è giusto metterle in fila, comunicarle, aggiustarle, attuarle.

Per l’ultima, amara considerazione di carattere personale, Debora Serracchiani non ha potuto trattenere un tono di voce rotto dall’emozione. Non so se è stato perché sono una donna, non so se perché non sono nata qui – ha detto – ma ho sopportato attacchi tutti esclusivamente personali. Non dite però che non ho dedicato a questa regione tutta mé stessa, perché a questa regione ho sacrificato le cose più care che avevo.