Sauris in festa per i 160 anni della Wolf

Intraprendere, fare impresa, non è facile, ma la famiglia Petris è riuscita a portare avanti un’azienda in una località come Sauris, meravigliosa ma sfidante, in maniera seria e attenta alla tradizione, avendo bene a mente cosa significa l’importanza del passaggio generazionale e della solidità dei valori della famiglia.

Lo ha sottolineato oggi l’assessore regionale alle Attività produttive Sergio Emidio Bini, intervenendo alla cerimonia di festeggiamento per i 160 anni di storia dell’azienda Wolf di Sauris, alla quale sono intervenuti il sindaco e altri numerosi rappresentanti delle istituzioni.

L’assessore, portando il saluto del presidente della Regione, ha rimarcato come una storia aziendale come quella di Wolf è un fiore all’occhiello per il Friuli Venezia Giulia e per il territorio della montagna, avendo contribuito in maniera fondamentale a mantenere viva la località anche sotto il profilo occupazionale.

La Wolf – che ha il suo prodotto di punta nel Prosciutto di Sauris IGP – è oggi una realtà di primo piano nel panorama dell’agroalimentare regionale.

Lo stabilimento di Sauris, perfettamente inserito nel paesaggio, si estende su una superficie coperta di 12 mila metri quadrati; vi lavorano 52 addetti. La produzione annua è di 50.000 prosciutti e di svariate centinaia tonnellate di salumi (speck, salami, soppresse, pancette e molto altro) tutti delicatamente affumicati. Il fatturato 2021 è stato di 14 milioni di euro, realizzato per la quasi totalità sul mercato nazionale.

“160 anni di lavoro e grandi soddisfazioni” è il messaggio con il quale tanti amici, dipendenti, collaboratori, compaesani e autorità si sono ritrovati per festeggiare 160 anni di storia della famiglia Petris.

Giuseppe Petris, per tutti Beppino, continuando la tradizione familiare, ha fondato nel 1962 il prosciuttificio Wolf, dando all’azienda il nome con cui veniva identificato il suo ramo della famiglia Petris.

160 anni – a cavallo di tre secoli – sono quelli trascorsi dalla nascita, nel 1862, di Pietro Schneider, nonno materno di Beppino. Fu lui a tramandare in famiglia l’arte della conservazione delle carni e quella, tutta di Sauris, della affumicatura dei prosciutti.

Un terzo anniversario, e per certi versi, ancora più importante, è quello – che cadrà sempre quest’anno, tra una manciata di settimane: il 50° di matrimonio di Beppino e Licia. Una famiglia allietata da ben quattro figli, che si sono stretti intorno a loro con una imponente schiera di nipoti e pronipoti.

Ed è proprio ai più giovani, alle muove generazioni che è stato indirizzato un gesto estremamente concreto e carico di significato: il Progetto Bosco, 2500 alberi che verranno piantati per contribuire alla riforestazione delle montagne del Friuli Venezia Giulia. Licia e Beppino hanno consegnato le prime piante ai bambini che le hanno messe a dimora. Un simbolico passaggio di testimone, un modo per affermare che con l’impegno di tutti anche le sfide climatiche si possono superare.