Sanità, respinta la mozione di censura nei confronti di Riccardo Riccardi

La mozione di censura nei confronti del vicegovernatore con delega alla Salute Riccardo Riccardi, sottoscritta da tutti i gruppi di Opposizione e ampiamente argomentata da 12 diversi consiglieri intervenuti in Aula, è stata respinta dal voto compatto della Maggioranza di centrodestra. Con un’ulteriore conseguenza politica: proprio sulla base di queste aspre critiche, il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga ha spiegato di essere ancor più motivato a presentarsi alle prossime elezioni regionali, ufficializzando la sua ricandidatura, con l’obiettivo di portare avanti il lavoro svolto negli ultimi quattro anni.

È dunque un clima di radicale contrapposizione politica quello che si è respirato nel corso del lungo dibattito che si è concluso con 26 voti contrari alla mozione e 20 favorevoli, quelli dei consiglieri di Opposizione e dell’intero gruppo Misto.

Le tesi dell’accusa sono state sostenute innanzitutto dal gruppo del Pd, attraverso il primo firmatario della mozione. Alla base della richiesta di sfiducia – è stato detto – ci sono una serie di casi, a partire dalla recente vicenda degli Atti aziendali, per proseguire con la gestione del concorso Sores, lo scambio tra direttore generale dell’Asfo e direttore Arcs, i cambi di guida alla direzione centrale, la petizione per la sanità pubblica che ha raggiunto in breve tempo le 16mila firme, il troppo ampio turnover del personale.

Il gruppo del Movimento Cinque Stelle ha invece parlato di palesi omissioni e falsità nel rievocare le argomentazioni della Giunta dopo la diffusione del report ministeriale sugli ospedali di Palmanova e Gorizia, a proposito del numero di posti letto e della situazione dei Pronto soccorso. Al vicegovernatore viene rivolta l’accusa di non aver lavorato con la necessaria trasparenza. Dal Gruppo misto sono arrivati rilievi anche sulla politica del personale, in quanto è stato sottolineato l’aumento delle fughe quando invece ci sarebbe la necessità di attrarre professionalità. Nel mirino anche la gestione del Covid da parte dell’assessorato, che avrebbe messo in luce incongruenze nei piani, indicazioni tardive alle strutture per anziani, inefficienze in fatto di mascherine e sistemi di controllo. Ribadite anche le critiche per la mancata riforma della Rete di emergenza. Il Patto per l’Autonomia ha precisato che la mozione di censura non mette in discussione il rispetto per l’impegno del vicegovernatore, ma ha puntato il dito contro quelli che ritiene errori di impostazione della governance e difficoltà di rapporto con le sigle sindacali. Il gruppo è perplesso per le recenti nomine che toccano il Friuli occidentale e l’Arcs. Da parte dei Cittadini è stato sottolineato il malcontento degli utenti, sempre più diffuso: il senso della mozione sarebbe proprio quello di fermarsi a riflettere per comprendere come migliorare la situazione nell’ultimo anno di legislatura, guardando innanzitutto alla sofferenza degli ospedali, ai servizi che si stanno sguarnendo e alla fuga dei professionisti della sanità. Ancora dal Pd è stata espressa la preoccupazione per il 50 per cento di visite ed esami sostenuti a pagamento – una scelta obbligata per tanti cittadini che non vogliono attendere i tempi lunghi del sistema pubblico – e il problema del nomadismo sanitario che riguarda le prestazioni e gli stessi professionisti.

Di tutt’altro tenore ovviamente le considerazioni dei gruppi di Maggioranza. Secondo Progetto Fvg/Ar è la pandemia che ha pregiudicato il decollo della riforma sanitaria, costringendo l’assessore a un impegno straordinario. Non si può e non si deve dunque intentare alcun processo. Della stessa opinione il gruppo di Fratelli d’Italia, che ha ricordato come il problema del personale medico tocchi tutte le regioni e tutti Paesi europei. Da parte di FdI dunque massimo sostegno alla Giunta e al vicegovernatore, con il quale c’è da sempre – è stato spiegato – una normale dialettica politica.

La Lega ha parlato di due anni Covid incredibili, che hanno costretto l’assessore a barricarsi a Palmanova con impegni e incontri anche sabato e domenica. Il Carroccio respinge quella che considera una denigrazione personale senza, alle spalle, una visione generale della sanità. E ha risposto alle critiche sulla gestione della III Commissione permanente, ricordando che le riunioni sono state ben 128. Forza Italia ha parlato poi di atto inutile, assurdo e scorretto, presentato senza la minima volontà di raggiungere obiettivi costruttivi per i cittadini, rispondendo punto su punto alle critiche in tema di investimenti, atti aziendali, personale e petizioni. L’intervento più lungo e articolato è arrivato infine dal governatore, che ha innanzitutto risposto a quanti avevano parlato di management sanitario non all’altezza, con poca esperienza, scelto perché più facile da controllare. Il presidente della Giunta ritiene profondamente sbagliato offendere e umiliare professionisti della sanità che hanno tutti i titoli per ricoprire i loro incarichi e che sono stati in prima linea a combattere la pandemia. Nel ricordare il precedente relativo all’assessore alla Cultura e dunque nel prendere atto che le mozioni di censura sono diventate un’abitudine per l’Opposizione, il governatore ha poi espresso solidarietà al suo vice, ringraziandolo per il lavoro svolto in questi anni e per il percorso di riforma avviato.

Fedriga è convinto poi che la politica non debba prendere in giro i cittadini promettendo soluzioni miracolistiche, quando anche l’aumento delle specializzazioni, già deciso, richiederà qualche anno per vedere all’opera nuovi professionisti. E ha ricordato che la sua Giunta ha aumentato e non sottratto risorse alla Sanità. Secondo il governatore è ideologica anche la battaglia contro il privato convenzionato, che fa parte delle risposte pubbliche di sanità. Ha ricordato infatti che in molte altre Regioni, alcune delle quali governate dal Centrosinistra, la spesa pro capite per il privato accreditato è più alta che in Fvg. Difeso anche il lavoro dell’assessore in Aula e in Commissione, dove sono state evase 326 interrogazioni a risposta immediata, e 109 tra interrogazioni e interpellanze.

Le repliche hanno approfondito il solco politico tra Maggioranza e Opposizioni. Il primo firmatario della mozione ha respinto l’accusa di voler denigrare i professionisti della sanità, supportato da due altri consiglieri del Pd. Il gruppo dem ha ricordato che le figure apicali delle aziende sanitarie sono di nomina politica e come tali devono essere soggette a giudizio politico, e ha ripreso il tema della commissione d’inchiesta sul Covid, decisa anche in Regioni governate dal Centrodestra. Sempre dal Pd è arrivato anche un duro attacco alla gestione della Sanità nel Pordenonese, e il rammarico per non aver sentito alcun mea culpa da parte della Maggioranza, nemmeno sull’idea di una nave-lazzaretto ai tempi dell’emergenza Covid. Nel commentare l’ufficializzazione della ricandidatura del governatore, il M5S si è detto convinto che questo presupponga la conferma dell’attuale vicepresidente nella gestione della Sanità.

Tutte considerazioni rispedite al mittente da esponenti di FdI, FI e Lega, che hanno ribadito a voce la fiducia al vicegovernatore prima di esprimerla nel voto finale, esercitato con la formula dell’appello nominale.