Rotta balcanica, fermata auto con cinque pakistani: arrestato il conducente
Un episodio di favoreggiamento dell’immigrazione irregolare lungo la rotta balcanica è stato scoperto dalla Guardia di finanza di Udine nell’ambito dei controlli lungo la fascia confinaria con la Slovenia.
I militari hanno fermato al valico di Stupizza un’auto in ingresso in Italia con a bordo cinque cittadini pakistani, tre dei quali privi di documenti identificativi.
Gli accertamenti, svolti con il supporto del Commissariato di Cividale del Friuli e attraverso l’analisi dei telefoni cellulari dei fermati, hanno consentito di ricostruire gli spostamenti – attraverso la cosiddetta Rotta balcanica – e verificare le posizioni dei passeggeri.
Su disposizione dell’autorità giudiziaria è stato arrestato il conducente del veicolo, successivamente sottoposto a misura cautelare del divieto di dimora in Friuli Venezia Giulia.
Due persone regolarmente presenti in Italia sono state denunciate in stato di libertà e il mezzo sequestrato. I tre migranti hanno presentato richiesta di protezione internazionale e sono stati indirizzati all’Ufficio immigrazione della Questura di Udine per la regolarizzazione la loro posizione.
IL COMMENTO DELL’ASSESSORE REGIONALE ROBERTI
“L’operazione condotta dalla Guardia di finanza di Udine rappresenta un importante risultato nell’attività di contrasto ai traffici illegali lungo la rotta balcanica e conferma l’efficacia dei controlli attivati lungo la fascia confinaria. Rivolgo un plauso alle Fiamme gialle e a tutte le Forze dell’ordine impegnate quotidianamente nella tutela della sicurezza del territorio”.
Lo afferma l’assessore regionale alla Sicurezza del Friuli Venezia Giulia, Pierpaolo Roberti, commentando l’operazione che al valico di Stupizza ha portato, secondo quanto riportato dalla stampa, all’individuazione di un episodio di favoreggiamento dell’immigrazione irregolare e all’arresto del conducente di un veicolo che trasportava cinque cittadini pakistani.
Per Roberti “l’intervento dimostra concretamente che i controlli alle frontiere interne contribuiscono al contrasto delle organizzazioni criminali e dei soggetti che traggono profitto dal traffico di esseri umani. I risultati ottenuti – evidenzia l’assessore – confermano la validità di uno strumento che consente di individuare situazioni irregolari e assicurare alla giustizia chi specula sulla vulnerabilità delle persone e smentiscono nei fatti le prese di posizione assunte proprio ieri da Ics”.
In merito al mantenimento dei controlli alla frontiera con la Slovenia, l’esponente della Giunta regionale ha sottolineato che “di fronte a operazioni come quella conclusa dalla Guardia di finanza appare evidente come tali attività rappresentino un supporto concreto all’azione di contrasto dell’immigrazione clandestina e della tratta di esseri umani. Per questo ribadisco che alcune critiche avanzate nei confronti del sistema dei controlli non solo non trovano riscontro nei fatti ma sono evidentemente contrarie all’interesse del Paese e delle comunità locali e risultano quanto mai inopportune quando ad avanzarle sono soggetti che hanno interessi economici legati al sistema dell’accoglienza”.
