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Rifugi alpini, Mazzolini: «Rafforzare le misure esistenti e affrontare le criticità delle strutture in quota»

Rafforzare gli strumenti regionali già esistenti a sostegno dei rifugi alpini e delle strutture di accoglienza in quota, favorendo nuovi investimenti per la manutenzione, l’ammodernamento e il miglioramento dei servizi, ma anche avviare una riflessione sulle diverse condizioni nelle quali queste strutture sono chiamate a operare.
È questo l’obiettivo dell’ordine del giorno presentato in Aula dal vicepresidente del Consiglio regionale Stefano Mazzolini, nell’ambito della discussione sull’assestamento di bilancio 2026-2028.
«A seguito dell’incontro con il presidente del CAI FVG Giovanni Duratti e poi con la responsabile rifugi Elena Mainardis, ho voluto portare in Aula questa proposta per rafforzare le misure che la Regione ha già attivato a favore dei rifugi e degli immobili montani destinati all’accoglienza – dichiara Mazzolini –. Queste strutture rappresentano un presidio fondamentale per la nostra montagna e svolgono un ruolo determinante per il turismo, l’economia delle aree interne e la sicurezza di chi frequenta i sentieri».

Stefano Mazzolini

L’ordine del giorno impegna la Giunta regionale e l’assessore competente a proseguire e valutare il potenziamento degli strumenti finanziari destinati ai progetti di valorizzazione dello Slow Tourism, favorendo interventi sui rifugi montani e sulle strutture ricettive d’alta quota.
Tra gli obiettivi indicati figurano la manutenzione straordinaria, l’ammodernamento degli edifici, l’efficientamento energetico e il miglioramento della qualità dell’ospitalità e dei servizi di ristoro.
«Il tema richiede però un ragionamento più ampio – sottolinea Mazzolini –. Oggi i rifugi alpini a gestione privata risultano aperti e operativi, mentre diverse strutture del CAI stanno incontrando maggiori difficoltà. È un elemento che deve portarci a comprendere fino in fondo le ragioni di questa situazione e a individuare gli strumenti più efficaci per garantire l’apertura e la sostenibilità dei rifugi».
Secondo Mazzolini è inoltre necessario tenere conto delle profonde differenze esistenti tra una struttura e l’altra. «Non possiamo considerare allo stesso modo un rifugio facilmente raggiungibile e uno che non dispone nemmeno di una strada forestale di accesso, oppure che deve affrontare difficoltà nell’approvvigionamento dell’acqua e dell’energia elettrica. In questi casi i costi di gestione, manutenzione e rifornimento aumentano notevolmente e servono misure capaci di riconoscere le reali condizioni operative delle strutture».
«La rete dei rifugi, insieme ai sentieri e agli itinerari escursionistici, consente di promuovere un turismo lento e sostenibile, capace di valorizzare il patrimonio naturalistico, paesaggistico e culturale del Friuli Venezia Giulia – prosegue Mazzolini –. Se il CAI, decide di investire nei suoi rifugi di proprietà, la Regione è presente. Viene riconosciuto il lavoro e le responsabilità di chi mantiene vive queste strutture, soprattutto nelle situazioni più difficili e isolate».
Mazzolini ricorda inoltre che i rifugi costituiscono spesso un importante supporto logistico per il Soccorso alpino, la Protezione civile e gli altri soggetti impegnati nella sicurezza in montagna.
«Investire sui rifugi significa migliorare l’offerta turistica, garantire la permanenza dei servizi nelle aree montane e creare nuove opportunità imprenditoriali e occupazionali. Ma significa anche costruire un sistema che tenga conto delle specificità di ogni struttura. La montagna ha bisogno di rifugi aperti, moderni, sicuri e sostenibili, mettendo chi li gestisce nelle condizioni di poter continuare a svolgere questo importante servizio», conclude Mazzolini.