Riapre la Rsa di Tolmezzo, a disposizione 22 posti letto

“Non si ferma l’attuazione della programmazione sanitaria già definita con la Legge regionale di riforma. Ed è grande l’attenzione per il territorio montano e della Carnia: da qui la scelta di riattivare celermente i 22 posti in Residenza sanitaria assistita (Rsa) presso l’Azienda per i servizi alla persona “San Luigi Scrosoppi” di Tolmezzo, con 22 letti a disposizione della comunità, fondamentali per l’integrazione socio-sanitaria anche in questo territorio”.

Sono i concetti espressi questa mattina dal governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga intervenuto in videoconferenza alla presentazione della riapertura della Rsa del capoluogo carnico, insieme al vicegovernatore con delega alla Salute Riccardo Riccardi, al direttore generale dell’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale Denis Caporale, a numerosi sindaci della Carnia (compreso il primo cittadino di Tolmezzo Roberto Vicentini) e al vicepresidente del Consiglio regionale Stefano Mazzolini.

Il governatore ha ricordato come la Regione abbia stanziato e continui a stanziare fondi per la sanità del territorio, “per integrare quelli erogati dallo Stato, per fare efficacemente fronte alle esigenze di salute e sanità dei cittadini del Fvg”.

L’importanza di questa giornata – culminata con il taglio del nastro, una visita agli spazi della Rsa e un incontro con ospiti e personale – è stata sottolineata con grande soddisfazione da Riccardi: “Si guarda al celere ripristino di altre attività ha affermato -. Si tratta di un passo molto importante verso il ritorno alla normalità dopo gli anni complessi e difficili della pandemia che hanno messo a dura prova tutti, dai cittadini ai professionisti della sanità. Questo è un momento strategico per affrontare in modo risolutivo il problema della carenza del personale, che a ogni modo richiederà non meno di 3-4 anni per essere sciolto auspicando in decisioni urgenti del Parlamento”.

Il vicegovernatore ha ricordato inoltre come si debbano necessariamente affrontare a livello nazionale i problemi del capitale umano, “partendo anche dal numero chiuso per l’accesso alla professione nelle università ma soprattutto dal rendere attrattive alcune specialità che adesso non sembrano esserlo, a partire dalla medicina d’urgenza e dalla medicina generale – le sue parole -. Importante è l’integrazione socio-sanitaria, in particolare in Friuli Venezia Giulia, dove fortunatamente si vive sempre più a lungo e dove è quindi necessario pensare a una risposta di salute efficace, superando il concetto ospedale-centrico”.

L’Rsa di Tolmezzo è pronta a riaprire, quindi, col decreto della Direzione aziendale Asufc; la struttura carnica garantirà 22 posti letto per pazienti a partire da oggi. Fino al 5 novembre 2021 la sua operatività è stata garantita dall’Asp della Carnia “San Luigi Scrosoppi” in forza della precedente convenzione con l’Azienda per l’assistenza sanitaria 3 “Alto Friuli, Collinare, Medio Friuli”.

Asufc ha ritenuto fondamentale riattivare i posti letto di Rsa assegnati dalla programmazione regionale a Tolmezzo, mediante la revisione del modello organizzativo che prevede il ritorno della titolarità del servizio in capo all’Azienda: in particolare è deputata all’Asufc la responsabilità organizzativa e gestionale, nonché quella sanitaria ed assistenziale, mentre l’Asp metterà a disposizione locali, beni, attrezzature tecniche e tutti i servizi necessari per il funzionamento della Rsa stessa.

CRAIGHERO (PD) Sul tema si è espresso l’ex assessore comunale di Tolmezzo e attuale consigliere di minoranza Marco Craighero. Ecco le sue considerazioni: “Oggi a Tolmezzo ha riaperto l’RSA, sulla cui tutela in parte si consumò anche lo strappo della precedente amministrazione comunale e sulla quale abbiamo riportato l’attenzione anche di recente con un’interrogazione nel corso dell’ultimo consiglio comunale. Non possiamo che essere felici per il ripristino di un servizio fondamentale. Vedo però le foto di inaugurazione con tanto di taglio del nastro e sfilata del Vicepresidente della Regione unitamente ad altri esponenti della politica regionale pronti a prendersi gli applausi. A me questa cosa fa impazzire. Ci fanno passare un servizio che avevano deliberatamente chiuso e la cui riapertura è stata promessa e rimandata di mese in mese, come una conquista e una magnanima novità – da inaugurare con taglio del nastro come ci avessero aperto un’innovazione prima non presente – quando in realtà è un “semplice” e doveroso ripristino di qualcosa che ci era stato depredato. Ecco, non vorrei che ora dobbiamo pure dirgli grazie per averci tornato ciò che come territorio già esisteva e che ci spettava. Ma questa è la macchina propagandistica della nostra amministrazione regionale. E purtroppo sembra pure che funzioni”.