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Progetto Pramollo, la Regione avvia il procedimento per la revoca della dichiarazione di pubblico interesse

La Regione non si disimpegna rispetto al progetto Pramollo. La volontà di portare a compimento questa operazione nasce da lontano, ma č stata sostenuta da diverse amministrazioni con costanza esemplare.

Fatta questa premessa, l’assessore regionale Maria Grazia Santoro ha spiegato oggi ai componenti della IV Commissione del Consiglio regionale, presieduta da Vittorino Boem (Pd), lo stato di attuazione del progetto, ricostruendo quanto accaduto negli ultimi mesi.

Dopo aver compiuto tutti gli adempimenti finanziari e amministrativi di propria competenza, la Regione ha richiesto l’asseverazione del piano economico e finanziario al soggetto proponente, ricevendo però un diniego motivato dal fatto che le convenzioni per le quali a suo tempo si era impegnato e che aveva sottoscritto, debbano essere imputate al soggetto gestore dell’impianto stesso.

Alla luce del consistente impegno pubblico, corrispondente a 48 milioni di euro, il 67,9% del valore complessivo dell’iniziativa, e fatti ulteriori approfondimenti giuridici che hanno confermato l’impossibilità di mettere in discussione le fideiussioni, l’amministrazione regionale ha quindi avviato un procedimento che implica la revoca della dichiarazione di pubblico interesse con l’obiettivo di giungere alla pronuncia definitiva da parte della società e al tempo stesso verificare l’esistenza di eventuali nuovi investitori.

Non si tratta di un passo indietro – ha ribadito l’assessore Santoro – ma riteniamo che la questione legata all’asseverazione del piano economico finanziario sia cruciale rispetto alla percorribilità dell’emanazione del bando. E’ significativo capire ora se e come risponderà il soggetto proponente all’avvio del procedimento di revoca.

All’esposizione dei fatti è seguito il dibattito nel quale il consigliere Riccardi (Fi), alla luce della situazione attuale, ha chiesto se vi sia intenzione da parte della Giunta regionale o della maggioranza di discutere sull’indirizzo politico in ordine alla destinazione delle risorse stanziate, mentre Colautti (AP) ha domandato all’assessore se vi sia un piano alternativo per la vallata e il suo rilancio in termini economici, richiesta già contenuta in una mozione presentata all’esecutivo più di un anno fa.  Anche Ciriani (FdI) ha posto l’attenzione sul futuro dell’area nel caso il progetto non dovesse proseguire, Marsilio (Pd) invece ha ripercorso le tappe compiute della Regione ricordando come il progetto sia nato dalla necessità di rilanciare i poli dell’area montana.

Liva (Pd) ha osservato come l’apertura del contenzioso possa essere di tipo risarcitorio a vantaggio dell’amministrazione, Sergo (M5S) ha richiesto la documentazione legata al procedimento di revoca e all’iter seguito dalla Regione negli ultimi mesi, richiesta condivisa dalla consigliera Zilli (LN), che ha auspicato un ulteriore confronto con la Commissione, e da Revelant (AR) che ha ricordato come il territorio interessato versi da anni in una situazione di stallo e di mancato sviluppo.

I COMMENTI

“La Regione su Pramollo non ha mai cambiato idea, ma il tempo della pazienza è finito ed è venuto il momento delle scelte definitive”. 
Lo ha affermato l’assessore Santoro a margine dell’audizione con la IV commissione consiliare, commentando l’avvio del procedimento per la revoca della dichiarazione di pubblico interesse che è stato inviato lo scorso 27 novembre a Doppelmayr Italia srl, soggetto proponente del project financing per la realizzazione e gestione di un sistema di impianti di collegamento a fune fra Pontebba ed il comprensorio sciistico di Pramollo-Nassfeld e della conseguente valorizzazione turistica dell’area.
“A fronte di reiterate richieste ed incontri che si sono succeduti negli ultimi anni – ha evidenziato Santoro – e alla stessa mediazione del Land Carinzia, abbiamo constatato con amarezza che la procedura per la pubblicazione del bando di gara per la realizzazione non poteva essere portata a termine. Mancano, infatti, sia le garanzie economiche del privato sia un piano economico e finanziario aggiornato asseverato da una banca”.
“Come ribadito più volte, formalmente e pubblicamente, la Regione – ha sottolineato l’assessore – non ha alcuna intenzione di rinunciare alle garanzie previste, stante il cospicuo investimento di risorse pubbliche tuttora garantite dal bilancio regionale, e tantomeno di pubblicare un bando che si basa su un piano economico non sostenibile a detta dello stesso proponente”.
“Per questo – ha annunciato Santoro – abbiamo deciso di avviare la procedura di revoca che si perfezionerà qualora, entro 10 giorni dall’avvio, il privato non fornirà evidenza diretta ed inequivoca su entrambe le questioni”.
“La Regione ha già fatto tutto il possibile, come assumersi il mutuo a proprio carico. È venuto il momento di giocare a carte scoperte – ha concluso l’assessore – e chiarire una volta per tutte se questo progetto può essere sviluppato o meno. Se sarà possibile, la Regione farà la sua parte, altrimenti saranno adottati provvedimenti capaci di andare incontro al territorio in un altro modo”.

“Quanto appreso oggi in Commissione dirotta su un binario morto il progetto Pramollo”.
Questo il commento in una nota di Barbara Zilli e Luca Ciriani. “Ci sono voluti mesi di rinvii e false partenze, ma grazie al nostro ostinato pressing, l’esecutivo ha dovuto finalmente rivelare quale sia lo stato dell’arte del progetto. La Giunta ha dato notizia dell’avvio del procedimento di revoca della pubblica utilità perché il proponente privato non ha fornito le garanzie richieste”.
“A questo punto resta da chiedersi come mai la Giunta abbia mostrato così tanta paura nel rivelare al Consiglio il reale stato delle cose – concludono Zilli e Ciriani –. Forse a causa delle troppe ed entusiastiche promesse fatte dal Pd e scioltesi poi come neve al sole”.