Premiati i Maestri del Commercio, tanti arrivano dall’Alto Friuli

«E pronuncia sempre con riverenza questo nome – maestro – che dopo quello di padre è il più nobile, il più dolce nome che possa dare un uomo a un altro uomo». Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio e della 50&Più nazionale, cita Edmondo De Amicis nel suo applaudito intervento alla premiazione di 42 Maestri del Commercio della provincia di Udine. Occasione per sottolineare, sempre nelle parole di Sangalli, «il valore non solo economico, ma anche e soprattutto sociale» delle attività del terziario in un territorio, quello del Friuli, fatto di tanti, piccoli paesi, anche di montagna.  «È una giornata di festa in anni difficili, in cui i corpi intermedi come Confcommercio sono serviti a evitare che un’emergenza prima sanitaria e poi economica senza precedenti diventasse anche emergenza sociale», ha proseguito il presidente Sangalli nel ringraziare e premiare «attività che sono punto di riferimento per le comunità, grazie al legame strettissimo tra negozi e residenti. I Maestri del Commercio – ha concluso – non hanno cattedre, ma hanno tantissimo da insegnare a tutti».

Passione, professionalità, territorialità. Sono i tre valori fondamentali del piccolo commercio rimarcati anche dal presidente della Cciaa Pn-Ud e di Confcommercio provinciale di Udine Giovanni Da Pozzo, vicepresidente nazionale, in occasione della premiazione dei Maestri del Commercio, tradizionale riconoscimento promosso dal 1975 dalla 50&Più, che la 50&Più Udine – l’associazione che all’interno del sistema Confcommercio-Imprese per l’Italia opera per la promozione sociale della terza età –  promuove dal 1975.
La cerimonia si è svolta in Villa de Claricini Dornpacher a Moimacco e ha visto la partecipazione, oltre che del presidente Sangalli, dell’assessore regionale alle Attività produttive Sergio Bini (la Regione ha dato il suo patrocinio). Da Pozzo, ringraziando il presidente di 50&Più Guido De Michielis, ha ricordato il valore economico e sociale del terziario e, rivolto ai premiati, alcuni dei quali con oltre 50 anni di attività a servizio dei paesi del Friuli, ha sottolineato «l’esperienza, da non disperdere e ignorare, di una generazione che ha vissuto cambiamenti epocali dal dopoguerra all’era digitale fino ai recenti, dolorosi anni della pandemia. Persone – ha aggiunto – che presidiano il territorio svolgendo un ruolo di prossimità indispensabile, un capitale umano e sociale, oltre che economico, di cui possiamo andare orgogliosi».

«Una tradizionale giornata di festaha rimarcato quindi De Michielische rinsalda appartenenze e legami con la comunità». A sfilare sono state 23 aquile di diamante (oltre 50 anni di attività), 15 d’oro (oltre 40 anni) e 4 d’argento (oltre 25 anni). 


I PREMIATI (evidenziati quelli dell’Alto Friuli).

Aquila d’argento: Bruna Borgù di Cividale, Lino Facchinutti di Camino al Tagliamento, Andrea Rossi di Udine, Paola Virgolin di Aquileia.

Aquila d’oro: Liliana Beltrame di Mortegliano, Alessio Bronzin di Cassacco, Edi Celotti di Majano, Antonella Colutta, Angela Innocente e Renato Marcigot di Udine, Daria Di Centa di Tolmezzo, Anna Maria Faidutti e Odorico Madotto di Cividale, Renato Mazzorana di Verzegnis, Stefano Sivilotti di San Daniele, Gilberto Specogna di Latisana, Raffaella Trevisan di Sedegliano, Federico Verzegnassi di Manzano, Adalgisa Visintini di Aiello.

Aquila di diamante: Vanni Aizza di Aquileia, Gianni Arteni e Giovanni Dose di Tavagnacco, Elvia Bertuzzi di Campoformido, Mauro Boccingher di Sappada, Giorgio Ciani di Bertiolo, Roberto De Agostini di Moggio, Costanza Del Negro di Sutrio, Raffaele Formentini, Lina Marson e Paola Zamparo di Latisana, Domenico Gasparini di Faedis, Mario Lizzi e Isaia Narduzzi di Fagagna, Lucio Missana di Osoppo, Mauro Pellizzari di Santa Maria la Longa, Bruno Petrin di Varmo, Ivana Petean di Ruda, Giorgio Puppini di Udine, Livio Treppo di Venzone, Mario Ulian di Tarvisio, Bruno Usatti di Sedegliano, Sara Zanier di Ravascletto.