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Politica e categorie economiche unite: «Il traforo di Passo Monte Croce opportunità strategica»

La Camera di Commercio Pordenone-Udine ha riunito i principali rappresentanti del sistema economico, produttivo e turistico per fare il punto sulla situazione del Passo di Monte Croce Carnico, ribadendo con forza la compattezza delle categorie produttive e delle istituzioni attorno alla necessità di arrivare a una soluzione definitiva per la viabilità transfrontaliera, individuata nel progetto di un traforo da 4,1 chilometri.

L’incontro, convocato dal presidente della Camera di Commercio Giovanni Da Pozzo, d’intesa con il vicepresidente del Consiglio regionale Stefano Mazzolini, ha confermato ancora una volta una piena convergenza tra imprese, turismo, logistica, cooperazione e sistema portuale sulla strategicità dell’opera per il futuro della montagna friulana e dell’intero Friuli Venezia Giulia. Al tavolo anche l’europarlamentare Anna Cisint e il senatore Marco Dreosto.

Presenti all’incontro, chi di persona chi in videoconferenza, Gabriele Bano (presidente Carnia Industrial Park), Marco Consalvo (presidente Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale), Lorenzo Cargnelutti (Legacoop Fvg), Nicola Cescutti (vicepresidente Confindustria Udine), Denis Durisotto (presidente gruppo Trasporti e logistica Confapi Fvg), Danilo Farinelli (direttore Carnia Industrial Park), Miriam Molinaro (Ufficio Economia Confapi Fvg), Enrico Guerin (presidente Federalberghi Fvg), Martin Manera (presidente Consorzio Lignano Holiday), Roberto Marin (presidente G.I.T. Grado Impianti Turistici Spa), Francesco Mistrini (direzione Infrastrutture Aeroporto Fvg), Luigino Pozzo (presidente Confindustria Udine), Graziano Tilatti (presidente Confartigianato Udine), Alessandro Tollon (vicepresidente vicario Confcommercio Udine), Roberto Tomè (direttore Cosef), Paolo Tonassi (direttore Confcooperative Alpe Adria), Michela Vogrig (presidente Legacoop Fvg).

Nel corso della riunione è stato sottolineato come il Passo di Monte Croce Carnico rappresenti un’infrastruttura strategica non solo per la Carnia, ma per tutta l’economia regionale e per i collegamenti con l’Europa centrale, incidendo direttamente sui flussi turistici, sul sistema logistico e sulla competitività delle imprese. Una linea che verrà ribadita in un documento a supporto della lettera già inviata dall’assessore regionale alle Infrastrutture Cristina Amirante al Mit in cui si trasmette lo studio di fattibilità delle alternative all’attuale tracciato e si chiede l’inserimento del progetto “Galleria in quota” tra gli interventi strategici nazionali.

«Il messaggio che oggi arriva dal mondo economico è chiaro e unitario – dichiara il presidente della Camera di Commercio Da Pozzo –. Tutte le categorie confermano con convinzione il sostegno a una soluzione definitiva e strutturale per il Passo di Monte Croce Carnico. Non parliamo solo di una strada di montagna, ma di un collegamento internazionale strategico per il turismo, per la logistica, per le imprese e per il futuro delle nostre comunità. Dopo anni di rinvii, oggi esiste finalmente una visione condivisa e un forte gioco di squadra istituzionale che va sostenuto fino in fondo. Il traforo rappresenta la soluzione più efficace per garantire sicurezza, continuità della percorrenza e prospettive di sviluppo all’intero territorio regionale».

Il vicepresidente del Consiglio regionale Mazzolini evidenzia da parte sua il percorso condiviso costruito in questi mesi tra istituzioni e categorie economiche: «La compattezza espressa dal sistema economico regionale è fondamentale perché dimostra che il territorio ha compreso il valore strategico di quest’opera. Il traforo del Monte Croce Carnico significa sicurezza, collegamenti certi tutto l’anno, sostegno al turismo e contrasto allo spopolamento della montagna. Resta fondamentale coinvolgere anche l’Europa sul fronte dei finanziamenti dell’opera e continuare l’interlocuzione proficua con la Carinzia, nonché con i nostri parlamentari europei e quelli austriaci. Serve continuare a fare squadra, perché siamo davanti a un’infrastruttura decisiva per il futuro del Friuli Venezia Giulia».

Al tavolo, che ha visto poi gli interventi di Bano, Durisotto, Guerin, Manera, Marin e Pozzo, è emersa l’assoluta condivisione sulla soluzione prospettata anche da parte dell’europarlamentare Cisint e del senatore Dreosto. «Nessun dubbio che l’opera vada fatta – le parole di Cisint – ed è confortante che ci sia l’accordo dei diversi livelli istituzionali. La rotta è individuata, ora serve chi regga il timone della barca». «Rappresentiamo le istituzioni al di sopra delle appartenenze politiche – ha aggiunto Dreosto –, nella convinzione che stare vicino alle aziende significa stare vicino a chi dà lavoro e benessere alle famiglie».