Più qualità dai rifiuti per far calare la tariffa

di DAVID ZANIRATO

A partire dal gennaio scorso, per entrare poi completamente a regime da giugno, è partito in maniera graduale per tutti i comuni della Carnia il sistema di raccolta differenziata dei rifiuti attraverso il porta a porta “spinto” (organico, secco, plastica, carta, vetro e alluminio), una decisione assunta per migliorare ulteriormente il tasso di differenziazione dei rifiuti che a fine 2014 faceva segnale il 76,32%.

cassonettipieniRicordiamo che i 28 comuni, dal 2010 hanno delegato la Comunità Montana a gestire il servizio di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti sottoscrivendo apposita convenzione. A sua volta l’ente comprensoriale carnico ha iniziato ad affidare l’appalto in blocco. La prima società a vincerlo fu la Sager di San Giovanni al Natisone che se ne doveva occupare poi fino alla scadenza del contratto, fissata a gennaio 2013. Quando si trattò di riproporre il nuovo appalto per i cinque anni successivi (2013-2018) e a vincere stavolta fu la Sangalli di Monza, il tutto finì a carte bollate.

LA QUERELLE GIUDIZIARIA
raccolta-porta-a-portaLa Sager srl (che nel frattempo continuò a gestire in proroga il servizio sino al luglio 2014) si era rivolta al tribunale amministrativo regionale per contestare l’esito di quel affidamento, ottenuto dalla Sangalli in base al criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. La controversia nacque perché per quanto attiene alla componente prezzo la Sangalli indicò un ribasso del 3,66% prendendo a riferimento l’importo di 16.105.970,64 euro, quale valore stimato dell’appalto, anziché il valore indicato nel disciplinare di gara; la Commissione giudicatrice la ritenne valida nonostante le osservazioni formulate dalla Sager, seconda classificata. In un altro ricorso poi si erano rilevati dubbi sul possesso di requisiti tecnici dell’impresa Sangalli e l’affidabilità di quest’ultima a seguito della vicenda giudiziaria che l’aveva coinvolta a Monza.

Ma nell’aprile 2015 anche il Consiglio di Stato, dopo il Tar del FVG, ha dato ragione alla Comunità Montana: l’affidamento del sistema di gestione dei rifiuti in Carnia non presenta vizi di legittimità e l’operato dell’ente comprensoriale in fase di aggiudicazione è stato corretto.

I PROBLEMI CAUSATI DAL NUOVO SISTEMA 

bidoni ammassati tolmezzoTornando alla differenziata spinta, si ricorderanno in molti le polemiche di questa estate con foto-denunce delle vie cittadine di Tolmezzo con i cumuli di sacchi ammassati tra portici ed ingressi le sere prima delle raccolte (ed in alcuni casi anche fino alla tarda mattinata successiva), od ancora le proteste levatesi da altri comuni, il tutto “appesantito” dal contestuale arrivo dei bollettini della Tari che hanno fatto segnare aumenti medi variabili dall’11 al 28% rispetto lo scorso anno (salassi anche da 50-60 euro in più per una famiglia, 500-700 euro per alcune attività commerciali).

Quando si votò nel 2012 il cambio di sistema di raccolta (non solo bidoncini casalinghi per umido e indifferenziato ma anche per carta, vetro e plastica) si prospettavano risparmi sull’ordine dei 150 mila euro, oggi invece gli aumenti vengono giustificati sia per il cambio del modello di applicazione della tariffa (in sostanza la spesa per il servizio deve essere completamente ripagata con i soldi delle bollette) sia dall’acquisto di bidoni e sacchi.

IL FUTURO

In questa nostra intervista il Commissario della Comunità montana della Carnia Lino Not ci spiega quanto è emerso dal recente incontro tra sindaci, mirato a monitorare il servizio in essere e a correggerne le varie storture emerse. Fa capire che riuscendo a migliorare ancora la percentuale qualitativa della plastica raccolta (attualmente l’unica sotto soglia) si potrebbe riuscire ad abbassare dal prossimo anno la bolletta mentre prosegue parallelo il percorso verso il gestore unico provinciale dei rifiuti (con A&T 2000 e Net).

 

 

 

Commenta con Facebook