I pescasportivi dicono no alla soppressione dell’Ente Tutela Pesca

La Regione vuole sopprimere l’Ente Tutela Pesca, ma i pescasportivi non ci stanno.
Dopo i cacciatori, anche il mondo della pesca sportiva regionale si sta mobilitando per contrastare la volontà della Giunta Serracchiani di chiudere l’ETP, che ormai opera da 45 anni nel settore. Una realtà unica in Italia e che viene invidiata da molte altre regioni.
Questo e altri problemi del mondo della pesca sportiva sono stati oggetto di discussione e approfondimento nella riunione di Osoppo delle Associazioni di pesca sportiva del Collegio n° 10 – Gemona/San Daniele.

“Il disegno regionale di soppressione, pesantemente contestato dalla categoria – afferma Claudio Polano, rappresentante dei pescatori del Collegio –, prevederebbe l’attribuzione delle attuali funzioni burocratico/amministrative dell’Ente alla Direzione delle risorse agricole e forestali e di quelle operative all’Ersa. Due enti separati fra loro, che un domani saranno in grado di dialogare e di dare risposte efficaci e nei tempi giusti? Inoltre questo “ spezzatino“ priverebbe la categoria dell’attuale autonomia operativa e gestionale, che verrebbe sostituita da un Comitato, composto da 17 membri ( oggi i Consiglieri sono 20 ), meramente consultivo e farraginoso e che verrebbe eletto in buona parte per via telematica. Destino nebuloso anche per la Vigilanza volontaria, attualmente composta da circa 150 persone, che teoricamente dovrebbero passare sotto la guida della Forestale. Novità sostanziali anche per quanto riguarda le acque della Regione, oggi gestite nei 15 Collegi, con nuove modalità che non favoriranno l’approccio alla componente più anziana della categoria, con i relativi rischi di incorrere in sanzioni. Ma ciò che più fa discutere è la ventilata possibilità di cedere in concessione alcune acque della Regione. Oggi dovrebbero essere solo i corsi d’acqua degradati, ma chi ci assicura che un domani, con un semplice emendamento in Consiglio regionale, non vengano concessi a terzi anche quelli più interessanti? I pescasportivi saranno così obbligati a pagare, oltre alla regolare licenza, anche onerosi permessi al concessionario o addirittura essere esclusi da alcuni corsi d’acqua. Ricordiamo – conclude Polano – che uno dei principi cardine della L.R. 19/’71, la legge istitutiva dell’ETP, prevede la totale pubblicità delle acque regionali, permettendo ai pescasportivi regionali di poter pescare in tutto il reticolo idrografico regionale, con il semplice pagamento del canone previsto nell’anno. Quindi un ritorno al passato, a fini di lucro per qualcuno, che non possiamo permettere”.