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Partito a Tolmezzo il corso per imparare a realizzare gli scarpéts

Entra nel vivo della seconda fase  “Scarpetti. I scarpéts de Cjargne”, il progetto di tutela del patrimonio culturale per la valorizzazione della tradizione artigianale e del territorio, la formazione e lo sviluppo di nuova imprenditorialità promosso dal Museo Carnico delle Arti Popolari Michele Gortani di Tolmezzo e realizzato in collaborazione con Regione FVGERPAC FVGCarnia Industrial ParkENAIP Friuli Venezia GiuliaComunità di Montagna della Carnia e con il patrocinio del Comune di Tolmezzo.
Con la prima lezione di martedì scorso a Tolmezzo, ha preso ufficialmente il via il corso “Tecniche di confezionamento artigianale di calzature”, curato da Enaip FVG negli spazi del centro museale adiacenti al Museo Gortani.
Sabato 7 ottobre sarà la volta, invece, della prima lezione pratica. La formazione infatti prevede un totale di 90 ore, di cui più della metà sono dedicate alle attività laboratoriali, volte ad acquisire le competenze necessarie per gestire i processi di realizzazione artigianale degli Scarpéts.
Sono state oltre un centinaio le manifestazioni di interesse pervenute da giugno ad agosto; da queste circa una cinquantina si è concretizzata con l’ammissione alle selezioni e con la successiva individuazione di ventidue persone ammesse alla formazione, provenienti tra l’altro da Enemonzo, San Giovanni al Natisone, Zuglio, Sesto al Reghena, Gemona, Forgaria, Arta Terme, Udine e Tolmezzo.
Il progetto è nato alcuni anni fa – sottolinea la presidente del Museo Gortani Aurelia Bubisutti -. Siamo andati avanti per piccoli passi, abbiamo ascoltato la comunità, consolidato la nostra visione. Nell’ultimo anno il progetto ha avuto un’accelerazione notevole, grazie alla partecipazione attiva di  tutti i partner, e si è concretizzato. L’obiettivo finale che sta guidando ogni nostra azione? Attraverso una risposta concreta, creare opportunità  di sviluppo socio-economico e occupazionale del territorio anche attraverso l’avvio di nuove attività imprenditoriali”.
Antonella vanden Heuvel, direttrice area occupabilità ENAIP, afferma: “Siamo rimasti colpiti dal contagioso entusiasmo dimostrato dai candidati che nella seconda settimana di settembre sono stati ascoltati dal nostro team di lavoro. Tutte le persone intervenute erano motivate  e desiderose di farsi coinvolgere nel progetto. Sono state selezionate prendendo in considerazione di criteri che spaziano dal legame con il territorio della Carnia al possesso di abilità manuali, dalla volontà di conservare e tramandare il nostro patrimonio culturale all’apertura a progetti di realtà imprenditoriale sul territorio. È stata una scelta non semplice, se avessimo avuto la possibilità avremmo accolto ogni candidato o candidata nel gruppo classe; purtroppo, data la grande manifestazione di interesse dimostrata, ciò non è stato possibile, ma ci fa ben sperare per una prossima edizione!”.
I partecipanti saranno accompagnati nel percorso formativo dalle capacità e dal sapere delle donne carniche (Aurelia, Susy, Giovanna e Lucia), che faranno da insegnanti e tutor, unitamente agli esperti di ENAIP.
Il piano di studi prevede attività pratiche come la creazione di sagome e stampi per la suola e la tomaia, il taglio e finitura dei materiali da utilizzare per la realizzazione di suola e tomaia, la cucitura della suola e della tomaia, la realizzazione di ricami e/o motivi ornamentali, l’assemblaggio e la finitura della calzatura. Il corso comprende inoltre i moduli sulla sicurezza, generale e specifica, sui principi di imprenditorialità e sulle soft skills in un contesto di lavoro.
Il corso si conclude a marzo 2024. Al termine sarà rilasciato dalla Regione FVG un attestato di frequenza.
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EVIDENZE DELLE SELEZIONI
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Le selezioni hanno portato in evidenza alcuni dati interessanti.
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– si tratta di un’attitudine non solo femminile, che resta il genere prevalente con quarantatre candidate, ma anche maschile con sette candidati di sesso maschile, due dei quali hanno passato la selezione;
– con trentasette candidati, la fascia d’età 30-55 è quella maggiormente rappresentata. Dodici sono gli over 55 e un solo candidato appartiene alla fascia d’età 18-29. Un dato, quest’ultimo, coerente con le recenti rilevazioni dell’indagine “Young & Silver in Friuli Venezia Giulia” sintomo di un cambiamento che a partire dagli anni Sessanta ha interessato tutto il nostro Paese con una partecipazione sempre maggiore all’istruzione superiore e universitaria, che ha allungato il periodo di formazione dei ragazzi e ritardato l’ingresso nel mondo del lavoro, a discapito della formazione professionalizzante;
– il corso era aperto sia ad occupati che disoccupati: ebbene, dei cinquanta candidati, trentatre erano occupati, diciassette dei quali a tempo indeterminato. I colloqui hanno rilevato che molti hanno visto questa opportunità come una possibile nuova attività, oppure come un’integrazione al reddito o per trovare in questo mestiere un’occasione di gratificazione personale, di benessere, di riconnessione con la propria identità e la propria terra. Diciassette i candidati disoccupati.