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Omicidio di Gemona, Lorena Venier al pm: «Un dramma nato per proteggere nuora e nipote»

Lorena Venier, reo confessa dell’omicidio del figlio Alessandro a Gemona, si è sottoposta a un lungo interrogatorio davanti al pubblico ministero dopo la chiusura delle indagini. Lo ha reso noto la sua legale, Alice Bevilacqua, definendo la scelta un atto volto a ricostruire “una tragedia umana dalle proporzioni devastanti”. La donna, detenuta a Trieste, è accusata in concorso con la nuora Mailyn Castro Consalvo di omicidio premeditato, vilipendio e occultamento di cadavere.

Secondo la difesa, la Venier ha affrontato con lucidità e sofferenza ogni passaggio della vicenda, ammettendo le proprie responsabilità e fornendo dettagli sul “percorso ideativo” del delitto, maturato nel tentativo di proteggere la nuora e la nipote. L’avvocata ha sottolineato come l’interrogatorio sia servito a chiarire dinamiche inquietanti e il dramma interiore vissuto dalla donna, nel tentativo di restituire complessità a una vicenda che ha sconvolto la comunità friulana.

“Nulla potrà restituire la vita spezzata”, conclude la nota, ma la confessione punta a una comprensione completa dei fatti oltre la semplificazione mediatica.