Oltre 3000 firme per dire No all’impianto di cogenerazione in Alta Val But

Più di 3000 cittadini della vallata hanno firmato la petizione, promossa dal Comitato Alto Bût, contro l’installazione di un impianto di cogenerazione a metano da parte della Società per l’Oleodotto Transalpino (SIOT) tra Casteons di Paluzza e Cercivento.

La petizione verrà consegnata lunedì alle 15.30, nella sala consiliare del Comune di Paluzza, ai sindaci Massimo Mentil e Valter Fracas, oltre che al presidente della Comunità di Montagna della Carnia Ermes De Crignis. 

“I nostri concittadini hanno ben capito che l’utilizzo del combustibile fossile gas metano rappresenta un pericolo certo per la loro salute e per l’ambiente e pertanto pretendono che i loro rappresentanti istituzionali li difendano conseguentemente senza farsi ammaliare dalle “compensazioni” (es: teleriscaldamento), memori anche di quanto accaduto nei lontani anni 60 sempre con la SIOT, poiché la salute non ha prezzo e non è compensabile”,
affermano dal Comitato Alto Bût, che in accordo con il Comitato Val del Lago, Co.S.Mo (Comitato per la Salute della Montagna), MDC (Movimento per la difesa del Cittadino), Legambiente, Fridays for Future Carnia e Comitato di San Dorligo della Valle, chiede che le richieste della petizione vengano accolte con atti concreti ed immediati quali, ad esempio, il ricorso al TAR avverso a quelle che vengono definite “affrettate decisioni della Regione, poiché il tempo e gli atteggiamenti indecisi, autogiustificativi e riguardosi verso il presidente della SIOT visti nei confronti televisivi e le dichiarazioni dell’Assessore Scoccimarro in sede di videoconferenza con i Sindaci dei Comuni interessati e in Consiglio Regionale, giocano a favore della SIOT”.

Le firme raccolte hanno, quindi, lo scopo di continuare a sostenere con più forza le iniziative politiche degli amministratori locali e le argomentazioni tecniche, così sintetizzate dal Comitato:
a) la perizia dell’Agenzia per l’Energia del Friuli Venezia Giulia (APE) che dopo un’accurata analisi del progetto SIOT così conclude “se i calcoli e le stime presentate dovessero essere confermati, rivelano la natura prevalentemente economica di questi investimenti senza alcun beneficio per l’ambiente ed i cittadini”.
b) il recente studio dell’ing. Dino Franzil, che così conclude: “Gli impianti di pretesa realizzazione per riscaldare il greggio non hanno nessuna giustificazione tecnica. Sono soltanto ideazioni speculative che “rendono” di riflesso e non per merito degli impianti. Producono inquinamento, danno alla salute ed alla vita dell’ambiente.”;
c) una analisi da parte di docenti del Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Udine che, in via non ancora ufficiale, giunge alla conclusione che “la SIOT ha inventato un ingegnoso meccanismo che però non è cogenerazione”.
d) la “fretta” con cui la Regione ha approvato il progetto dell’installazione dei cogeneratori senza un preventivo confronto con le comunità interessate.

“E’ doveroso opporsi con fermezza alla realizzazione dei cogeneratori a gas metano della SIOT – conclude il Comitato Alto Bût –. Non farlo significa assumersi una pesante responsabilità verso la propria gente ed il proprio territorio. Una responsabilità che sarà denunciata”.