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Oggi a Malborghetto per “Risonanze” lo Stradivari di Giuliano Carmignola e le chitarre di John Monteleone

Che cos’hanno in comune uno Stradivari e una Selmer? Oltre al successo, il legno. E il talento di artigiani che, dando valore a un sapere di bottega, costruiscono strumenti preziosi. E saranno proprio lo Stradivari di Giuliano Carmignola e le chitarre di John Monteleone i veri protagonisti di venerdì 14 giugno. Monteleone infatti, liutaio dei divi del rock (uno su tutti Mark Knopfler dei Dire Straits) si racconterà facendo suonare i suoi strumenti, alle 18, a Palazzo Veneziano, mentre Giuliano Carmignola sarà protagonista insieme alla Venice Baroque Orchestra del concerto serale, alle 21, con le Quattro Stagioni di Antonio Vivaldi.

JOHN MONTELEONE – John Monteleone, è un enfant prodige della liuteria, infatti inizia a costruire strumenti da giovanissimo, a soli 13 anni, studiando contemporaneamente musica. Prosegue gli studi musicali fino alla laurea diventando un insegnante di musica, ma senza mai abbandonare l’attività di costruttore e restauratore di strumenti che, negli anni Settanta, diventa il suo impegno primario: colleziona e ripara chitarre, archtop e mandolini soprattutto del mondo del bluegrass e del blues. Il nome di Monteleone comincia da subito a circolare nel mondo dei musicisti e balza agli onori della cronaca quando Mark Knopfler, leader dei Dire Straits, gli commissiona una chitarra. Knopfler rimane folgorato dal suo modo di lavorare e di rapportarsi con lo strumento e gli dedica un pezzo, “Monteleone”, che entra nell’album “Get Lucky”. Molto attivo anche come restauratore, John presenterà i suoi più interessanti progetti di restauro: nel 1978 l’intervento sulla #1002, la seconda chitarra costruita da John D’Angelico, nel 1932, che ora è esposta nella collezione del Metropolitan Museum of Art di New York. Nel 2010, sempre per il Met, Monteleone restaura il #101, il primo mandolino costruito da James D’Acquisto esposto anche nella mostra del 2011 “Guitar Heros”; il restauro nel 1982 della Selmer #75690 appartenuta a Djiango Reinhardt e donata a Les Paul; la riparazione del manico rotto sulla D’Angelico New Yorker #2049 del 1958 e riparazioni del tone bar su un’altra chitarra, entrambe di George Benson.

GIULIANO CARMIGNOLA – In serata, alla chiesa della Visitazione e Sant’Antonio (alle 21) Giuliano Carmignola e la Venice Baroque Orchestra portano a Risonanze quello che di fatto è il loro successo mondiale: l’esecuzione de “Le quattro stagioni” i primi quattro concerti solistici per violino dell’opera Il cimento dell’armonia e dell’inventione di Antonio Vivaldi. Carmignola suonerà lo Stradivari Baillot del 1732 che la Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna ha voluto concedergli a motivo della sua levatura artistica e dell’impegno con l’Orchestra Mozart. «Vivaldi, in effetti, mi ha accompagnato tutta la vita. Ma le mie radici musicali si possono rintracciare un po’ in tutto ciò che si è sviluppato attorno all’opera di Tartini, Albinoni, Dall’Abaco, Corelli. Quando ero bambino, il papà, un dilettante, ma un dilettante di gran pregio, un musicista molto raffinato, aveva formato un gruppo amatoriale con tanto di primario, avvocato e maestro elementare. “Pro Aris Et Juventute” si chiamava e io, bambino, assistevo agli incontri musicali che si svolgevano nella sagrestia della chiesa di Santa Maria Maggiore a Treviso. E lì risuonavano le note di Vivaldi, Corelli e Albinoni. Sento ancora la fragranza dell’incenso e l’odore delle candele; un’atmosfera magica e indimenticabile».

Informazioni più dettagliate sul festival ‘Risonanze’ sono reperibili sul sito internet www.risonanzefestival.com o sulla pagina Facebook dedicata. C’è anche un hashtag che è #Risonanze2019.

(nella foto a sinistra John Monteleone e a destra, nello scatto di Anna Carmignola, Giuliano Carmignola)